Roma, 26 dic – L’evasione “di Natale” dal carcere “Cesare Beccaria” di Milano è stato l’evento sconvolgente che ha coinciso con le festività. Un evento non così inatteso, stando al parere di alcuni addetti ai lavori.

Evasione di Natale: scappano in sette, ripresi due

Come riporta l’Agi, a scappare sono stati in sette, tre dei quali maggiorenni. L’evasione di Natale riguarda il carcere per minorenni “Beccaria” di Milano. Una fuga scandita da eventi quasi cinematografici: all’interno della struttura sono state appiccate le fiamme in un’intera sezione di quattro stanze. I ragazzi avrebbero approfittato dei lavori in corso per aprire un varco nella recinzione e scavalcare il muro di cinta. Due di loro sono stati recuperati nel giro di poche ore, nulla di sa degli altri. Solo successivamente alla loro fuga, i detenuti avrebbero appiccato l’incendio in segno di protesta, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

I dubbi sulla sicurezza. E c’è chi parla di “evasione annunciata”

Secondo Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria, la fuga dei ragazzi non è casuale, ma anzi, legata a una decadenza delle strutture che dura ormai da anni: “Da qualche tempo, molte delle problematiche che investono le carceri si ritrovano anche negli istituti per minori, per ragioni connesse anche al sovraffollamento nelle carceri”. Poi aggiunge: “In particolare sono in vorticoso aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse e, come in questo caso, di evasione. Ciò è evidentemente imputabile a una serie di fattori che vanno dal sostanziale disinteresse della politica prevalente e dei governi alle vicende penitenziarie a scelte poco oculate, quale appunto l’innalzamento del limite d’età che consente la detenzione nelle strutture minorili, sulle quali si abbatterà anche la scure della legge di bilancio in corso di approvazione con ulteriori tagli”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, parla direttamente di “evasione annunciata”: “La grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della polizia penitenziaria del Beccaria. Da molto, troppo tempo arrivano segnali preoccupanti dall’universo penitenziario minorile: Beccaria, Casal del Marmo a Roma, Nisida, Bologna, Airola, abbiamo registrato e registriamo, con preoccupante frequenza e cadenza, il ripetersi di gravi eventi critici negli istituti penitenziari per minori d’Italia. Nessun provvedimento è stato assunto, nonostante le reiterate sollecitazione del Sappe. Ed è per questo che ci stupiamo di chi ‘si meraviglia’ se chiediamo una revisione della legge che consente la detenzione di ristretti adulti fino ai 25 anni di età nelle strutture per minori”. La politica, per ora, parla poco. Si esprime, in pratica, soltanto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che si dichiara “sconcertato” per l’accaduto. Sotto accusa, anche le carenze di organico.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Una evasione a Natale senza colpo ferire è una bella evasione, poche balle.
    Se non sono marci, li troveranno esausti in gentil compagnia…

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