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Roma, 21 gen – Il destino della Lombardia in zona rossa è appeso al report sui contagi di domani: lo rende noto il Tar che deve decidere sul ricorso presentato dalla regione guidata da Attilio Fontana. In ogni caso è rimandata a lunedì 25 gennaio l’audizione del Tar del Lazio sul ricorso della Lombardia contro la decisione del ministero della Salute di spedire la regione in zona rossa (quindi in lockdown).

Ricorso della Lombardia, Tar aspetta i dati sui contagi di domani

Con un decreto firmato oggi, i giudici del Tar spiegano che “risulta opportuna l’acquisizione del Report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio/17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di domani, venerdì 22 gennaio 2021″. Pertanto, si legge ancora nel decreto, “le parti sono invitate a depositare la detta documentazione in tempo utile per il suo esame, differendosi l’audizione a lunedi 25 gennaio p.v”.

Speranza irremovibile: “Niente accordi. Misure su base tecnico-scientifica”

Fontana ha fatto ricorso perché considera una “ingiusta punizione” la zona rossa pr la sua regione. Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza smentisce che possano esserci accordi per ridurre a una settimana le restrizioni previste. Niente intesa, dunque, tra la regione e il governo centrale per rivedere i dati – come chiesto da Fontana – e abbreviare i tempi. “Non faccio accordi. Le misure sono su base di documenti tecnici e scientifici“, dice Speranza.

Ci si mette pure Crisanti: “Inconcepibile invasione Tar su decisione su evidenze scientifiche”

Intanto il microbiologo Andrea Crisanti contesta duramente l’aver messo in mezzo i giudici. “L’invasione di un pronunciamento del Tar su un fatto tecnico-scientifico penso sia un’anomalia inconcepibile. Sarebbe un precedente distruttivo, non ci sarebbe più certezza su quelle che sono le decisioni a livello centrale”, avverte lo specialista in allarmismo. “Peraltro la Lombardia non è in una bolla, se fanno una cosa sbagliata poi ha impatto su tutto il resto dell’Italia. Trovo inconcepibile che una decisione presa su evidenze scientifiche venga appellata davanti a un organo tecnico-amministrativo”, conclude Crisanti, ospite a Buongiorno su Sky Tg24.

Adolfo Spezzaferro

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