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Roma, 11 set – Alessandro Di Battista attacca frontalmente la Lega e Matteo Salvini, agitando gli alleati di governo e scatenando un terremoto nel Movimento 5 Stelle. Non bastava l’azione di disturbo e contrasto del presidente della Camera, il “compagno” Roberto Fico. Ora anche l’ex parlamentare grillino attualmente in giro per il mondo (adesso è in Guatemala) dà non pochi grattacapi al capo politico dei 5 Stelle nonché vicepremier Luigi Di Maio, al governo “a mezzi” con Salvini.
“Io e Luigi abbiamo un carattere diverso ma ho sentito da lui e da Bonafede dire che le sentenze si rispettano e quindi la Lega restituisca il maltolto, lo dico con maggiore veemenza perché ho un carattere diverso ma siamo in piena sintonia”. Così Di Battista rispondendo a Lilli Gruber che, a Otto e mezzo su La7, gli aveva chiesto come mai sulla vicenda dei fondi della Lega il vicepremier fosse stato poco determinato. “La Lega deve restituire fino all’ultimo centesimo – ha ribadito Di Battista – non è un processo politico e se fossi un militante della Lega lo chiederei, inizino a fare come noi, a finanziarsi con le libere donazioni, iniziassero dai deputati trombati della Lega. Io ho restituito tutto l’assegno di fine mandato. Posso dire che trovo ridicolo che Pd e Renzi che hanno intascato milioni di euro di rimborsi facciano la morale alla Lega”.
Dalla vetrina antigovernativa della Gruber, “Dibba” attacca la Lega su tutta la linea. Sul crollo del ponte Morandi dice: “Se la Lega si tirasse indietro sulla nazionalizzazione delle autostrade si sputtanerebbe. Mi auguro che non segua Giorgetti che rappresenta l’ala maroniana e liberista della Lega“.
Sul fronte delle alleanze con i sovranisti in Europa taglia corto: “Le politiche migratorie di Orban vanno contro gli interessi italiani, quindi Orban non può essere mio alleato“.
Poi un attacco ai media (che attaccando il ministro dell’Interno di fatto gli danno visibilità, è questo il ragionamento dell’ex parlamentare grillino): “Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Repubblica dice che è fascista, però si comporta come l’istituto Luce con Mussolini“. Un paragone fuori luogo e fuori misura.
In ogni caso sembrerebbe che “Dibba”, additando Di Maio come troppo morbido con l’alleato leghista, stia lanciando un’opa sul M5S, in corsa con(tro) Fico a questo punto.
Puntuale è arrivata la replica di Salvini, che subodora le guerre interne nel M5S: “Fossi in Guatemala passerei il tempo in maniera più ludica, mi sa che è una cosa interna ai 5 Stelle“. Se Di Battista “fosse in Parlamento, fosse ministro come Luigi, con cui lavoro benissimo, probabilmente avrebbe tanto tempo per lavorare e meno per parlare, però veramente non ho tempo né voglia di distrarmi”, ha aggiunto Salvini.
Anche dall’opposizione l’uscita di Di Battista è stata colta al balzo. Lega e M5S “devono lasciare da parte queste sceneggiate e dire chiaramente se hanno intenzione di governare questo Paese o se vogliono trascinarlo nel peggior spettacolo che questo Paese non si merita“, ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina. “Anche a Di Battista – ha aggiunto il dem – bisogna dire che non si fa politica dall’America Latina solo a suon di interviste. Non mi basta e sinceramente non mi interessa. A me interessa la responsabilità di una maggioranza di governo, in particolare il M5S, che ha dei parlamentari in aula che devono essere coerentemente chiamati alla responsabilità anche di fronte a questo fatto. Non mi basta la telefonata di Di Maio a Salvini. Io chiedo a questa maggioranza di governo di essere chiara anche in questi passaggi perché stiamo parlando di 49 milioni che un movimento politico di maggioranza deve restituire ai cittadini e stiamo parlando delle dichiarazioni per me vergognose di un ministro dell’Interno che qualche ora prima ha messo in scena, come abbiamo visto, l’apertura della busta come se fossimo ad una trasmissione televisiva. Stiamo parlando della magistratura, stiamo parlando di un ministro degli Interni”, ha concluso Martina.
A mettere (per adesso) un punto e a capo a tutta la polemica è il vicepremier Di Maio: “A qualcuno fa comodo descrivere il M5S come quattro sfigatelli che si fanno dettare l’agenda da Salvini ma non è così. Prima ci ignoravano, ora che non ci possono ignorare perché siamo al governo ci descrivono come subalterni“.
Ma l’attacco di “Dibba” a Salvini è rivolto soprattutto all’attuale capo politico del M5S. E tra i grillini crescono i mal di pancia, anche per via dei sondaggi che li danno più o meno fermi ai numeri delle ultime politiche, mentre la Lega cresce.
Adolfo Spezzaferro

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