Roma, 11 mar – Il M5S non ha più Beppe Grillo tra i suoi fondatori, almeno sulla carta sia chiaro. Sono Luigi Di Maio e Davide Casaleggio infatti i fondatori della “nuova” associazione Movimento 5 Stelle.

Sì, perché nell’atto costitutivo, firmato a Milano il 20 dicembre 2017, depositato presso la cancelleria di Genova, il comico genovese, che ha dato i natali al M5S insieme a Gianroberto Casaleggio, viene menzionato solo come garante della neonata associazione (nata per ovviare a beghe legali con vecchi soci).

L’atto è stato siglato da Casaleggio junior e da Di Maio a Milano, nello studio di Valerio Tacchini, notaio ritenuto molto vicino ai pentastellati.

Nell’atto, al capo politico del M5S Di Maio viene riconosciuta la possibilità di modificare lo stesso atto e aggiungere eventuali allegati, seppur non modificandone la sostanza.

La nuova associazione

La nuova associazione “intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog ‘www.beppegrillo.it’, dei meetup, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari, delle ‘liste civiche certificate’ e comunque delle liste presentate sotto il simbolo ‘Movimento 5 Stelle’ nelle elezioni comunali e regionali, nonché dei gruppi parlamentari costituiti presso la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica e il Parlamento europeo in seguito, rispettivamente, alle elezioni politiche del 2013 e alle elezioni europee del 2014”, si legge ancora in un passaggio dell’atto costitutivo.

E’ quindi a tutti gli effetti la nuova veste del M5S. che “ha sede nel comune di Roma alla via Nomentana n. 257”. Mentre “la sede operativa è in Roma, via Piemonte n. 32“.

Per accettare la carica, riportata nero su bianco nel nuovo statuto, anche Grillo ha dovuto mandare un testo scritto, al capo politico Di Maio per comunicargli che accettava la carica da garante, oltre che l’iscrizione alla neo associazione.

Nel documento, firmato da Di Maio e Casaleggio, vengono citate anche altre cariche. Vito Crimi, Giovanni Cancelleri, Roberta Lombardi sono nominati nel comitato di garanzia; Nunzia Catalfo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro nel collegio dei probiviri.

Il “giramondo” Di Battista “parcheggiato”

Il “giramondo” Alessandro Di Battista si sente tradito dai vertici M5S. L’ex deputato infatti non era presente al Villaggio Rousseau di Milano. E a quanto pare “si è sentito scaricato. Quando hanno cominciato a parlare delle ricadute negative delle sue uscite pubbliche nessuno lo ha difeso. E non hanno nemmeno smentito gli articoli che parlavano dei ripensamenti dei vertici del M5s che consideravano controproducente la sua strategia d’assalto”.

Insomma, i grillini non sono più grillini: il M5S anche se non è ancora un partito a tutti gli effetti ci somiglia sempre più.

Ludovica Colli

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