Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 27 dic – Rush finale per la manovra che, dopo la breve pausa natalizia, oggi è in commissione Bilancio della Camera per un breve esame (il testo è blindatissimo). Salvo sorprese, la legge di Bilancio domani sarà in Aula e il voto di fiducia è previsto per sabato.
Sul piede di guerra le opposizioni, mentre il governo gialloverde difende la legge finanziaria. “La Camera dei deputati comincia a discutere una manovra economica che nel 2019 metterà, anzi, rimetterà nelle tasche degli italiani circa 20 miliardi di euro” ha detto ieri il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini.
Sulla stessa linea l’altro vicepremier, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi di Maio, che ha spiegato di aver “raggiunto un risultato importante perché per la prima volta al centro di questa manovra ci sono i cittadini. Abbiamo trovato un Paese abbandonato a se stesso e in sei mesi sono tanti i traguardi raggiunti. La nostra manovra ridà dignità al popolo”.
Poi Di Maio ha messo l’accento su alcuni dei provvedimenti chiave della legge di Bilancio: “In sei mesi – ha assicurato – aumentiamo le pensioni minime e quelle d’invalidità, parte il reddito di cittadinanza che rivoluzionerà il mercato del lavoro, eliminiamo la legge Fornero, abbassiamo il costo del lavoro tagliando le tariffe Inail che le aziende pagano senza diminuire le garanzie per i lavoratori”.
Intanto, sindacati e opposizione sono pronti a scendere in piazza per protestare contro la manovra. Pronti alla mobilitazione nazionale – prevista per gennaio – , Cgil, Cisl e Uil lamentano “una legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale”.
Il Partito Democratico è in campo con Nicola Zingaretti (il candidato favorito alla guida del Pd) che propone “a tutti i candidati alla segreteria di dare un segnale al Paese e organizzare insieme a gennaio in tutte le piazze delle città italiane una giornata straordinaria di mobilitazione”, e con Maurizio Martina che chiede di promuovere per sabato 29 dicembre davanti alla Camera “un presidio per la democrazia e l’Italia”.
Duro il giudizio sul ddl bilancio anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia, l’opposizione di centrodestra. Per il forzista Giorgio Mulèla manovra che fintamente si discute alla Camera paralizza il presente e ipoteca il futuro con oltre 50 miliardi di tasse per i prossimi anni”.
Oggi in piazza a Roma anche gli Ncc (noleggio con conducente). Nel pomeriggio – riferisce l’Anitrav – una delegazione porterà al Quirinale un’istanza rivolta al presidente della Repubblica affinchè non firmi il decreto, ritenuto incostituzionale.
“Agiremo anche in sede legale nei confronti del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e della parlamentare M5S, Paola Taverna, per le loro dichiarazioni a favore della categoria dei tassisti”. L’auspicio della categoria “è che nella fase di conversione in legge del decreto si apra il tavolo al ministero dei Trasporti, per correggere tutte le incongruenze contenute nelle norme, che ingessano le imprese”.
Vedremo quanti italiani aderiranno a queste manifestazioni di protesta. Questa sarà la sfida da parte di chi vuole criticare il governo”. E’ la replica del ministro per le Politiche agricole Gian Marco Centinaio, ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio 1. “Il testo della manovra – ha aggiunto il ministro – rimarrà invariato alla luce delle modifiche in Senato. Riteniamo che fosse il miglior testo possibile da presentare agli italiani alla luce della ‘querelle’ che c’è stata con l’Europa. Il nostro compito sarà quello di spiegare agli italiani che questa manovra vuole rilanciare il Paese”. Sulla possibilità di uno slittamento dei tempi per la sua approvazione, il ministro ha concluso che “nessuno di noi ha in mente di andare in esercizio provvisorio“.
Sì, perché la legge di Bilancio va presentata alla Commissione europea entro il 31 dicembre.
In ogni caso va detto che la maggioranza Lega-M5S è riuscita a riunire sia le opposizioni di centrosinistra e centrodestra sia i sindacati, tutti contro la manovra.
Questo quando le due misure-bandiera di Lega e M5S ancora devono essere varate. Quota 100 sul fronte delle pensioni e reddito di cittadinanza infatti non sono nella legge uscita dal Senato e che verrà votata tale e quale alla Camera, ma finiranno in un decreto collegato alla manovra.
Sarà presentato “all’inizio dell’anno, tempi tecnici permettendo”, ha confermato ieri Salvini. Il Consiglio dei ministri dovrebbe essere convocato dopo l’Epifania, ma è probabile che tutto il pacchetto slitti fino al 10/15 gennaio.
Il leader della Lega e il capo politico dei 5 Stelle devono ancora trovare la quadra su i due provvedimenti e nessuno dei due vuole cedere terreno all’alleato di governo né perdere la faccia con l’elettorato di riferimento.
La partita decisiva è ancora tutta da giocare. Intanto – sondaggi alla mano – si ravvisano i primi cedimenti da parte degli elettori nell’incrollabile entusiasmo per la Lega, proprio alla luce dei dietrofront con l’Ue sul fronte del deficit (abbassato dal 2,4 iniziale a un magro 2,04%) – si profila uno scenario complicato da qui alle europee di maggio 2019. E non è detto che il leader della Lega ne uscirà immune.
Adolfo Spezzaferro





La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta