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Roma, 3 ott – Alla fine il governo in qualche modo ha ceduto alle pressioni di Ue e mercati. Dopo una giornata all’insegna del muro contro muro con Bruxelles, in tarda serata l’esecutivo giallo-verde manda un segnale di distensione: il deficit resta al 2,4% a partire dal 2019 ma l’Italia si impegnerà a ridurlo “negli anni successivi grazie alla crescita che ci sarà e ai tagli agli sprechi”.
A tirare le somme al termine del vertice di maggioranza sulla manovra di ieri è il vicepremier Luigi Di Maio che anticipa anche che altri dettagli “saranno ulteriormente definiti” oggi, nel corso di un vertice sulla Nota di aggiornamento del Def, il documento che contiene le nuove stime di crescita e gli obiettivi di bilancio, che proprio domani dovrebbe essere trasmesso alle Camere.
La maggioranza Lega-M5S comunque conferma le anticipazioni sulla manovra “che ci avevano indotto a definirla seria razionale e coraggiosa. Confermiamo il programma delle riforme annunciate che partiranno già nel 2019”, ha detto il premier Giuseppe Conte, che ha ribadito l’impegno dell’esecutivo per “accelerare la discesa del rapporto debito/Pil in modo consistente nell’arco del triennio“.
Il governo ha aggiustato il tiro – almeno nelle promesse – dopo che il ministro dell’Economia Giovanni Tria avrà riferito l’esito dei colloqui all’Eurogruppo con i commissari Ue, che hanno detto chiaramente che la manovra sarà bocciata. Quindi, mentre lo spread sfondava quota 300 punti, i tecnici del Mef si sono messi all’opera per rivedere i conti. Poi l’annuncio: il deficit è destinato a scendere, stando alle prime stime, al 2,2 nel 2020 e al 2% nel 2021. Non più dunque, inchiodato al 2,4% per tre anni, come era stato detto inizialmente. Una mossa – caldamente consigliata da Tria – che punta a convincere da un lato la Commissione Ue a non bocciare la manovra, dall’altro a calmare i mercati. E a quanto pare, stamattina lo spread è in calo e la Borsa in ripresa. Segno che l’annuncio ha sortito l’effetto sperato.
Tuttavia la tensione tra Italia e Ue resta alta, con il vicepremier Matteo Salvini che ospite di Mattino Cinque su Canale 5 oggi sfida ancora Bruxelles: “Abbiamo sempre detto che avremmo fatto una manovra coraggiosa anche se in Europa ci avessero bacchettato. E il presidente della Commissione Ue dice che siamo come la Grecia, la Francia ci minaccia, il tedesco ci minaccia… Queste minacce non ci sfiorano e come D’Annunzio dico ‘Me ne frego’… Noi rispondiamo solo agli italiani”.
E poi un nuovo attacco al presidente della Commissione Ue: “Questo signore, Juncker, che avete visto nel filmato e molti magari non conoscono, è il capo del governo che presiede 500 milioni di europei e arriva da un paradiso fiscale come il Lussemburgo…”, spiega il vicepremier. Il leader della Lega commenta un servizio mandato in onda dalla trasmissione su Juncker e torna sulle parole di ieri quando ha detto che parla ”solo con persone sobrie”: ”Se qualcuno va su Google – dice – e digita Juncker sobrio o barcollante, troverete delle immagini abbastanza evidenti…”.
Insomma, se da un lato Conte e Di Maio – che comunque è teso perché i 5 Stelle nella manovra si giocano tutto – cercano di ammorbidire i toni, dall’altro ci pensa Salvini – che tanto ha varato il dl sicurezza – ad alimentare la polemica con Bruxelles. In ogni caso, la strategia giallo-verde per adesso si è dimostrata vincente: se l’Ue dovesse dare l’ok alla manovra, le politiche economiche annunciate in campagna elettorale verranno realizzate; se invece la legge di Bilancio dovesse essere bocciata, Lega e 5 Stelle imposteranno la campagna delle europee 2019 contro l’Ue che impedisce all’Italia sovrana di tornare a crescere.
Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. E ci credo che gli altri paesi ci attaccano; se l’Italia si riprende economicamente non avrà piu’ bisogno di svendere a stranieri i beni pubblici e privati come ha fatto finora , permettendoli di acquistare mezzo paese a 2 lire mentre a noi ad esempio in Francia non fanno comperare nemmeno un cantiere navale
    Ricordiamoci poi che lo spread è l’indice di quanto rendono le obbligazioni già emesse che vengono vendute poi a prezzo minore da privati a privati per i vari timori fatti generare ad arte dagli usocrati.Ma non è che il suo aumento aumenta gli interessi da pagare sulla massa totale di titoli emessi, ma solo sui futuri titoli da emettere , semprechè non venga nazionalizzata la banca d’Italia come lo era prima del 1992 e che quindi essa compri i titoli non sottoscritti mettendoli a debito del paese ma da non ripagare dato che sarebbe nostra.Il furto della sovranità monetaria della nazione con la svendita delle banche pubbliche e di banca d’italia che è stato fatto con la complicità di Ciampi, Andreatta ed altri traditori è la cosa tenuta piu’nascosta dai media degli usocrati e rappresenta il piu” grande tradimento che è stata fatto al popolo italiano ridotto cosi’ alla fame

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