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Roma, 22 dic – Il governo gialloverde ha presentato il maxi-emendamento alla manovra (in ossequio ai diktat Ue) in Senato per il voto di fiducia. Ma il testo a quanto pare non è ancora definitivo (nonostante i continui rinvii per approntare le modifiche imposte da Bruxelles) e la maggioranza è nel caos più totale. Tanto che ora i parlamentari del M5S se la prendono con i tecnici.
Fonti a 5 Stelle del governo hanno riferito di “errori” contenuti nel testo del maxi-emendamento. “C’erano emendamenti respinti…”, a quanto pare. Una volta che si sono accorti di questi “errori”, avrebbero rispedito indietro il testo richiedendo le dovute correzioni. Soltanto dopo questa ulteriore “revisione” sarebbe arrivata la bollinatura del maxi-emendamento da parte della Ragioneria dello Stato. “Vogliono far ricadere su di noi, sulla politica, la responsabilità di tutto questo – accusano i parlamentari a 5 Stelle – ma è dei tecnici la colpa dei ritardi: ci costringono così a lavorare con l’acqua alla gola”.
Secondo i pentastellati, negli apparati tecnici del ministero dell’Economia sembrerebbe che “qualcuno voglia metterci in difficoltà e sporcare la vittoria del premier Giuseppe Conte nella trattativa con l’Europa”. Tutto questo nonostante le dimissioni presentate mercoledì scorso del capo di gabinetto del ministero, Roberto Garofoli, la fantomatica “manina” che era stata accusata dal vicepremier Luigi Di Maio di aver infilato nelle pieghe della manovra economica una norma a favore della Croce Rossa.
Ebbene, Garofoli non ha più partecipato alle riunioni tecniche a Palazzo Chigi, ma “evidentemente – è il ragionamento dei 5 Stelle – è rimasto ancora qualche suo uomo all’interno della ‘macchina'”.
Pare pertanto che cadranno altre teste, almeno secondo i 5 Stelle. In effetti, nei giorni scorsi l’Huffington Post aveva fatto trapelare che il capo del coordinamento legislativo del dicastero del Tesoro, Gerardo Mastrandrea, e il suo braccio destro Michele Torsello sarebbero pronti a fare un passo indietro. Oggi, invece, Dagospia ha anticipato che, dopo l’approvazione della manovra economica, si dimetterà Daniele Franco, ragioniere generale dello Stato.
Tornando ai lavori del Senato, a questo punto è forte il rischio che l’approvazione della legge di Bilancio, inizialmente prevista per stasera, slitti a domani. La seduta d’Aula, che in base al programma stilato ieri avrebbe dovuto iniziare la discussione generale sul maxi-emendamento alle 16, rimane sospesa per via del caos creato dalla maggioranza in commissione Bilancio, e quindi al momento appare improbabile che le dichiarazioni di voto sulla fiducia possano iniziare alle 20.30 come era stato annunciato.
Il tempo stringe. Il termine ultimo per presentare la manovra alla Commissione Ue è il 31 dicembre e il testo, una volta approvato del Senato, deve andare alla Camera.
Adolfo Spezzaferro



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