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Roma, 31 ott – Prosegue il braccio di ferro tra il governo gialloverde e l’Unione europea dopo che Bruxelles ha inviato all’Italia una nuova lettera che chiede chiarimenti sulla manovra entro il 13 novembre.
Come si legge in una nota del Mef, “la Commissione Europea ha inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze una lettera in cui chiede di fornire una relazione sui cosiddetti ‘fattori rilevanti’ che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/Pil con una riduzione meno marcata di quella richiesta” .
“La risposta del Mef – si legge ancora nella nota -, alla luce della quale si giustificherà la traiettoria di discesa del rapporto debito/Pil indicata nel Dpb, sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata” del 13 novembre.
La missiva Ue arriva dopo che la Commissione ha bocciato la manovra e dato al governo Conte tre settimane per rivedere il bilancio programmatico. La preparazione di un rapporto sul debito italiano da parte di Bruxelles preannuncia la procedura di infrazione per debito eccessivo. E le relative sanzioni.
Tutto dipenderà dalla scelta del governo Conte di rivedere o meno la legge di Bilancio. Lunedì 5 novembre il ministro dell’Economia Giovanni Tria parteciperà a Bruxelles all’Eurogruppo, la riunione dei ministri delle Finanze dell’eurozona durante la quale spiegherà le ragioni del bilancio programmatico, criticato da tanti Paesi membri dell’unione monetaria.
Ieri a Palazzo Chigi, nella riunione notturna del premier Giuseppe Conte e del ministro Tria con i ministri M5s Danilo Toninelli e Riccardo Fraccaro, il sottosegretario all’Economia Laura Castelli e i tecnici del Mef, si sarebbe partiti da uno dei nodi irrisolti del testo della manovra, ossia la guida della cabina di regia sugli investimenti che Toninelli rivendicava per sé. Una questione “tutta interna ai 5 stelle”, secondo la Lega, che infatti ha disertato il vertice.
Ma altre misure della manovra restano al centro del confronto nella maggioranza, dalla disciplina del reddito di cittadinanza e di quota 100, che dovrebbe essere affidata a due ddl collegati alla legge di Bilancio, fino a quella delle pensioni d’oro, su cui i leghisti frenano.
Insomma, nonostante la Lega definisca il testo “chiuso”, secondo fonti di governo non si esclude che nuove riunioni “di rifinitura” possano svolgersi prima dell’invio del ddl al Parlamento.
Bisognerà vedere se gli eventuali “ritocchini” non sconfessino il governo, che finora ha sbandierato la volontà di non cedere ai diktat di Bruxelles.
Adolfo Spezzaferro



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