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Trieste, 26 giu – Il presidente Sergio Mattarella il 13 luglio si recherà a Trieste presso il monumento eretto a 4 terroristi fucilati a Basovizza, per rendere omaggio congiunto con il presidente della Slovenia Borut Pahor a quelli che vengono definiti “eroi” e “vittime del fascismo”, in occasione del 100esimo anniversario dell’incendio del Narodni dom. A tal proposito, il deputato di Fratelli d’Italia Luca De Carlo ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Luigi Di Maio in cui gli chiede “se sia a conoscenza di una reale intenzione da parte dello Stato italiano di rendere omaggio a quattro terroristi jugoslavi che negli anni hanno perpetrato atti violenti e sanguinosi nei confronti del popolo italiano e dello Stato e per cui secondo la legge vigente nel 1930 sono stati regolarmente processati e condannati”.

“Di Maio non ritiene che tale atto sia irrispettoso nei confronti del popolo italiano?”

Qualora fosse verificata tale notizia” – chiede il parlamentare di FdI – se Di Maio “non ritiene che questo atto sia irrispettoso nei confronti del popolo italiano, di Trieste, di Istria, Fiume e Dalmazia lungamente perseguitato dalla violenza slava”. De Carlo cita il sito ufficiale della presidenza della Repubblica Slovena, secondo cui il 13 luglio a Trieste i presidenti Mattarella e Borut Pahor si incontreranno in occasione della cerimonia della restituzione alla comunità slovena del Narodni Dom, la “casa del popolo”. Si legge anche, sempre sul sito della presidenza della repubblica slovena, che “prima dell’evento principale della restituzione del Narodni dom agli sloveni, i presidenti Pahor e Mattarella hanno deciso di deporre una corona di fiori al monumento agli eroi di Basovizza, vittime del fascismo, e al monumento della Foiba di Basovizza)”.

Come spiegato anche dal Primato Nazionale, gli “eroi” e “vittime del fascismo” Francesco Marusic, Milos Zvonimiro, Bidovec Ferdinando e Luigi Valencic – spiega De Carlo “passarono alla storia per aver commesso una serie di attentati, compreso lo scoppio di una bomba alla redazione de Il Popolo di Trieste, che il 10 febbraio del 1930 causò la morte di un redattore e il ferimento di tre persone”. “Una bomba identica, per costruzione e per particolari – fa presente il deputato di FdI -, a quella esplosa nel gennaio dello stesso anno al Faro della Vittoria, simbolo degli eroi caduti sul mare durante la Grande Guerra”.

Ecco chi erano i terroristi jugoslavi

Il parlamentare poi cita la “successiva escalation di atti violenti e criminosi” compiuti da “cellule terroristiche jugoslave, una su tutte il ‘Borba‘ (Lotta), il cui giuramento non era un giuramento di libertà – precisa De Carlo – dall’oppressione del regime fascista ma bensì quanto segue: ‘Giuro davanti a Dio, sull’onore mio e della mia famiglia, che farò tutto il possibile per la liberazione della Venezia Giulia che deve essere unita alla Jugoslavia‘, pertanto con chiaro intento nazionalistico di trasferimento della podestà statuale da italiana a quella jugoslava del Friuli Venezia Giulia”.

Adolfo Spezzaferro

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