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Roma, 14 apr – “Un presidente del Consiglio non può andare in onda nei tg quando vuole e dire quello che vuole. E’ successo con Chavez in Venezuela, ma qui siamo in democrazia“. Così Enrico Mentana torna ad attaccare Giuseppe Conte, paragonandolo a un dittatore, dopo le accuse rivolte dal premier ai leader delle opposizioni nella conferenza stampa di venerdì 10 aprile. “Se l’avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte di conferenza stampa“, ha affermato Mentana in merito all’attacco di Conte al leader della Lega Matteo Salvini e alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, “rei” di aver messo in guardia il Paese dai rischi che comporterebbe la sottoscrizione del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Per tutta risposta, Palazzo Chigi, dopo le parole del direttore del TgLa7, ha parlato di censura da parte di Mentana.

Le critiche di Palazzo Chigi e la replica del direttore del TgLa7

Nel comunicato di Palazzo Chigi si afferma: “I direttori sono anche liberi di sostenere la singolare opinione che il presidente del Consiglio non avrebbe dovuto smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, né dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes”. Un chiaro riferimento alla critica del direttore del TgLa7, per il quale un premier non deve sfruttare l’occasione di una conferenza stampa in una fase così delicata per il Paese per alimentare “polemiche politiche”, per attaccare i suoi avversari politici. Una cosa che per Mentana “non si può proprio fare. Non quando utilizzi un privilegio assoluto come è quello di parlare direttamente a decine di milioni di italiani, in un frangente drammatico, da una sede istituzionale, illustrando un decreto che riguarda la salute e la vita di tutti”. Ebbene, dopo il comunicato di Palazzo Chigi in cui si accusa di censurare le precisazioni del premier sulle presunte fake news da parte dell’opposizione, Mentana ha replicato con fermezza: “Dirigo telegiornali da 28 anni: non ho mai censurato nessuno. Con me hanno lavorato tanti giornalisti, tra cui anche un influente parlamentare della stessa corrente politica del premier, della forza di maggioranza parlamentare: anche a tutti loro potete chiedere se ho mai censurato qualcuno”. Così il giornalista ha respinto al mittente ogni accusa, facendo delle importanti precisazioni.

Contro l’opposizione un attacco politico a reti unificate

“Il presidente del Consiglio ha tutto il diritto di rivolgersi al Paese, ha gli strumenti per farlo. Ma se in questi giorni ha usato la risorsa della diretta così spesso è perché siamo alle prese con una emergenza grave. Credo che sia giusto ascoltare tutte le volte che ci sono notizie di provvedimenti da parte di chi sta guidando il nostro Paese, ed è il premier Conte. Ma non, per favore, le polemiche politiche. Con un evidente rapporto di forza e mediatico nei confronti delle opposizioni“, sottolinea Mentana. Insomma, la conferenza a reti unificate – checché ne dica Palazzo Chigi, che ci ha tenuto a precisare che non è andata in onda su proprio tutti i canali – è un attacco senza contraddittorio ai leader dell’opposizione, in cui si impone il proprio punto di vista politico a milioni di italiani, in apprensione per l’emergenza coronavirus. Un qualcosa che – come ha sottolineato anche Mentana – poco ha a che fare con la democrazia.

“Non c’è nessuna censura ma la libertà è una cosa seria”

“Il Presidente del Consiglio poteva, con un post, con un comunicato, con una intervista, ristabilire con forza la verità. Tutti avremmo ripreso con enfasi una polemica risposta di Palazzo Chigi nei confronti di quelle accuse. Non si dica, quindi, che si è voluto rispondere a una fake news. La verità vera è che non c’è nessuna censura e né ci può essere: Palazzo Chigi chiede di intervenire, interviene. E nessuno chiede il testo prima o censura al volo. Era solo il modo per dire che non può essere data, se non per Chavez in Venezuela – dove è successo -, la possibilità a un capo del governo di intervenire su quel che vuole, quando vuole. Questa evidentemente non è democrazia”. La democrazia, ricorda il direttore, ha l’opposizione, e la deve “custodire gelosamente”. Anche perché quando l’opposizione sbaglia, rafforza la maggioranza. “La libertà è una cosa seria e noi preserviamo la nostra, nel rispetto di chi segue questo telegiornale e tutti gli altri telegiornali. Spero che venga preservata ancora, nonostante comunicati molto scomposti“, sottolinea il direttore, mantenendo il punto contro Palazzo Chigi.

“Sul Mes vicino alla posizione di Gualtieri non a quella dell’opposizione”

Mentana poi non ha mancato di schierarsi a modo suo, anche alla luce del plauso ricevuto proprio da Salvini per la sua “lezione di stile ed educazione civica al signor Conte”, da cui ha preso le distanze. Infatti Mentana ha fatto presente che sul Mes la sua posizione è vicina a quella del governo giallofucsia“a quella di Gualtieri” – e non certo dalla parte delle opposizioni. Per dare forza alla sua presa di distanza dal leader della Lega e rigettare le accuse di tradimento per la presunta difesa delle opposizioni, il direttore del TgLa7 ha elencato tutte le volte che ha attaccato Salvini sia quando era ministro dell’Interno che dopo.

Insomma, un giornalista del calibro di Mentana, che ha tagliato – come ha voluto ricordare con orgoglio – i video-comunicati di Berlusconi quando dirigeva il Tg5, non può essere tirato per la giacchetta. Anche se poi, lo ripetiamo, su temi delicati come il Mes non fa certo mistero di essere schierato con Pd e sinistra europeista.

Adolfo Spezzaferro

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