Roma, 14 giu – E’ caos nella magistratura, travolta dallo scandalo del mercato delle toghe. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indetto elezioni suppletive per i prossimi 6 e 7 ottobre per sostituire i due membri togati del Consiglio superiore della magistratura dimissionari, Luigi Spina e Antonio Lepre, rappresentanti della componente dei pm, in quanto non sostituibili con i primi dei non eletti, per “voltare pagina, restituendo alla magistratura prestigio e fiducia” messi a dura prova dalle vicende delle ultime settimane. Per il capo dello Stato si tratta di un primo passo, al quale ne dovranno e ne potranno seguire altri, come ad esempio la modifica dei criteri di scelta dei membri del Csm. Proprio per questo, fanno notare fonti qualificate del Quirinale, Mattarella – di concerto con i vertici del Csm e con il ministro della Giustizia, con i quali è stato ed è in continuo contatto – ha preferito indire le elezioni suppletive, “doverosamente” come recita il comunicato ufficiale del Colle, e non procedere allo scioglimento immediato del Consiglio. Questo infatti avrebbe comportato nuove elezioni ma con i criteri attuali, in contrasto con la volontà espressa da diverse parti politiche di arrivare ad un cambiamento delle procedure elettorali. on .

Le intercettazioni che inchiodano Lotti

“Però qualche messaggio gli va dato forte”. Questo uno dei passaggi delle intercettazioni dell’ex ministro Pd Luca Lotti per il caso procure, contenute nell’atto di incolpazione con cui il procuratore generale della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio, ha avviato l’azione disciplinare a carico dei cinque consiglieri del Csm. Il riferimento di Lotti è al vicepresidente del Csm, David Ermini, durante la riunione del 9 maggio scorso alla quale hanno partecipato con lui Cosimo Ferri, Luca Palamara e i consiglieri del Csm. In una delle intercettazioni, uno dei cinque consiglieri destinatari dell’azione disciplinare – Corrado Cartoni – diceva a Palamara: “Ho problemi con Ermini, ci ho litigato”. In questa riunione, spiegano gli inquirenti, “furono stabiliti accordi e ‘deliberati’ in dettaglio strategie, modalità e tempi della pratica inerente la nomina del futuro procuratore della Repubblica di Roma“.

Le azioni disciplinari

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli, oltre che nei confronti dei già dimessi Luigi Spina, Gianluigi Morlini e Antonio Lepre, che dopo essersi autosospeso nei giorni scorsi, si è dimesso dal Csm.

Forza Italia: “Il Csm va sciolto”

Forza Italia chiede intanto lo scioglimento del Csm. ”I gravi elementi che stanno emergendo in ordine al funzionamento e alla formazione del Csm – si legge in una nota diffusa alla stampa mentre era in corso il Comitato di presidenza di Fi a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi – conferiscono un’immagine fortemente negativa ad un organo di rilievo costituzionale dalle funzioni delicatissime. Questo conferma in modo clamoroso quello che Forza Italia denuncia da anni: la politicizzazione e il correntismo all’interno dell’ordine giudiziario hanno condizionato e condizionano pesantemente l’attività di giurisdizione a tutti i livelli, svilendo il lavoro prezioso che tanti magistrati onesti e corretti svolgono ogni giorno lontano dai riflettori nell’interesse esclusivo della collettività”. “Si impone dunque – avverte la nota – una riforma profonda dell’ordinamento giudiziario, i cui criteri abbiamo più volte enunciato, per garantire l’imparzialità dei giudici ela parità di condizioni fra accusa e difesa che realizzino finalmente ‘il giusto processo’. Nelle more, l’attuale Csm è gravato da ombre troppo serie per poter svolgerela sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinchè proceda al più presto allo scioglimento del Csm”. “Nello stesso tempo sosterremo con forza in sede parlamentare la proposta di una Commissione di inchiesta su quanto è accaduto e sta accadendo nel Consiglio Superiore. Chiederemo nei prossimi giorni al presidente della Repubblica un’udienza per manifestargli, anche proprio nella sua qualità di presidente del Csm, le nostre preoccupazioni e l’urgenza di un intervento all’altezza della gravità della situazione”, conclude la nota.

Adolfo Spezzaferro

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