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Qualche lettore del Primato Nazionale si ricorderà del campo rom di via Martirano, alla periferia ovest di Milano. Era quello che i realizzatori e l’amministrazione di sinistra avevano dipinto come “il più bello d’Europa”, definizione già di partenza ridicola, che col passare del tempo (dal 2014) si è dimostrata nei fatti imbarazzante, a tal punto che lo stesso Comune ha dovuto ammettere il proprio fallimento. Un fallimento in primis economico, visto che il progetto “all’avanguardia” prevedeva un piccolissimo affitto a carico dei nomadi ospiti ma che quasi nessuno di loro ha mai pagato. 

Un “magazzino” di merce rubata

Purtroppo però c’era molto di più e molto di peggio. A parte una sparatoria tra “inquilini” nel 2016, nel luglio 2018 un maxi blitz nel campo portò alla scoperta di un impressionante “magazzino” di merce di lusso: borse, portafogli, occhiali delle più prestigiose griffe. Da dove e sicuramente dopo quali attività gli articoli fossero arrivati lì lo spiegò il ritrovamento contestuale di arnesi da scasso, imbracature utili a scalare palazzi e binocoli. La consigliera comunale leghista Silvia Sardone, eletta all’Europarlamento lo scorso 26 maggio, dopo una serie di interrogazioni sul caso, aveva raccontato: “A inizio anno sono stata in via Martirano per un sopralluogo e ho trovato uno scenario desolante: casette devastate, carcasse di auto incendiate e smontate, sversamenti di rifiuti liquidi, montagne di elettrodomestici, bici rubate, cavi di rame”.

L’aggressione

Ieri mattina, un altro esponente salviniano, il capogruppo in Comune e deputato Alessandro Morelli, ha voluto fare un sopralluogo e se l’è vista brutta, rimediando una bella aggressione che lo ha costretto ad allontanarsi. Ecco il suo racconto: “Siamo entrati in una casetta che è stata bruciata perché gli inquilini non erano graditi ed è diventata un cimitero per auto e moto. Alcuni abitanti ci hanno aggredito e siamo andati via. Purtroppo Milano – ha commentato Morelli – non è solo Expo, Garibaldi, CityLife, tutte cose che ha fatto il centrodestra, ma anche questo: periferie totalmente abbandonate”. Il commento del deputato conferma in pieno quanto da noi illustrato: “Nel villaggio rom migliore d’Europa così come definito dalla sinistra che lo ha voluto – ha raccontato – abbiamo trovato roghi tossici, escrementi e degrado, in un posto dove vivono dei bimbi. Il progetto prevedeva una ventina di casette al costo di 400mila euro, messe a disposizione per l’integrazione delle famiglie rom, a patto che i bambini andassero a scuola e gli inquilini versassero un affitto di 90 euro al mese: utopia, visto che devono al Comune 20 mila euro di canoni non pagati. Non basta, perché a febbraio l’amministrazione ha stanziato circa 270 mila euro per la messa in sicurezza, ma quello che abbiamo trovato noi – ha concluso Morelli – è molto lontano dal concetto di integrazione”. 

Già, tutto questo nell’attesa che un numero decisivo di milanesi si accorga di quante pessime favole ci abbiano impunemente raccontato in questi anni i Sala, i Majorino, i Pisapia e compagnia accogliente. Quelle favole infarcite anche di suggestioni sul benessere diffuso e sulla qualità della vita. La realtà ci dice però che la propaganda sulla “capitale europea”, sulla “metropoli internazionale”, non regge più, perché le luci di Expo, dei Saloni, delle Olimpiadi, dei grattacieli appannaggio di banche e multinazionali, non bastano a rendere accettabile il degrado delle periferie e il disagio di quegli italiani che arrancano, assediati da una massa crescente di beneficiari della cosiddetta accoglienza. 

Fabio Pasini

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