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Milano, 28 gen – Sono gravi le condizioni del bimbo milanese che nel pomeriggio di martedì è stato investito e trascinato per 11 metri da un furgone pirata. Alla guida del mezzo, un immigrato di origini brasiliane, regolare sul territorio italiano. Dopo aver travolto il piccolo si è dato alla fuga, senza fermarsi a prestare soccorso.



Stando a quanto riferito da MilanoToday, il tragico episodio è accaduto in piazzale Gabriele Rosa, nella difficile zona Corvetto, intorno alle 17. Sul posto sono accorsi 118, con due ambulanze e automedica, e la polizia locale di Milano.

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Il furgone guidato dall’immigrato ha travolto e trascinato il bimbo

Il bimbo era in procinto di attraversare le strisce pedonali accompagnato dalla madre quando il furgone l’ha travolto frontalmente per poi trascinarlo per più di dieci metri. Il conducente del mezzo (risultato in seguito rubato) lungi dal fermarsi e prestare soccorso al piccolo, si è dato alla fuga, lanciandosi fuori dal veicolo. Sul posto ha lasciato il passeggero che viaggiava con lui e alcuni documenti appoggiati sul sedile.

La cattura del pirata

Gli operatori del 118 hanno trasportato il bambino al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda dopo avergli prestato sul posto le prime cure. Nel frattempo il pirata della strada, che era stato subito rintracciato, si era deciso a fare ritorno sul luogo dell’investimento. Ad attenderlo, però, c’era uno schieramento di agenti della polizia locale. Vista la mala parata, all’immigrato non è restato altro che darsela nuovamente a gambe. Invano, stavolta: dopo una breve colluttazione, che ha provocato il ferimento lieve di un agente, è stato fermato. Per lui a quel punto è scattata una denuncia per omissione di soccorso e fuga, resistenza, furto e guida senza patente.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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