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E’ morto Andrea Camilleri, il creatore del commissario Montalbano

by Ludovica Colli
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Roma, 17 lug – Lo scrittore Andrea Camilleri è morto oggi all’età di 93 anni dopo aver trascorso l’ultimo periodo della sua vita in gravi condizioni. Era ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove è deceduto alle 8.20 di stamattina. “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali – si legge nel bollettino dell’ospedale -. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio“.

L’infanzia con il papà che aveva fatto la Marcia su Roma

Il creatore del commissario Montalbano era nato il 6 settembre 1925, a Porto Empedocle, in Sicilia. Il padre Giuseppe era ispettore del lavoro portuale, un fascista convinto che aveva fatto la Marcia su Roma e svolgeva le funzioni di Segretario del Fascio nella sua città. Camilleri, però, già nel 1942, a 17 anni diventa comunista. Nel 1947 pubblica racconti di terza pagina sui quotidiani L’Ora di Palermo e L’Italia socialista di Roma e alcune delle sue poesie vengono inserite da Giuseppe Ungaretti in un’antologia di poeti.

Il trasferimento a Roma e il concorso Rai

Due anni dopo vince la borsa di studio per l’Accademia nazionale d’Arte drammatica e si trasferisce a Roma. In questi anni vince l’ambito premio Saint Vincent e si iscrive all’Università, alla facoltà di Lettere, ma non consegue la laurea. Viene espulso dal presidente dell’Accademia, Silvio D’Amico, per un episodio che ha sempre voluto tenere nascosto e, poi, va a lavorare all’Enciclopedia dello Spettacolo. Nel 1954 vince un concorso in Rai ma vi entra solo tre anni dopo perché, stando alla sua versione, “troppo comunista”. A 33 anni, inizia la carriera di regista teatrale e televisivo e per la tivù di Stato si occupa della produzione di sceneggiati di successo come il Tenente Sheridan e Le indagini del Commissario Maigret. Nel 1958 è il primo a portare in Italia il teatro dell’assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel. Dalla fine degli anni ’60 insegna, per dieci anni al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, mentre dal 1977 al 1997 torna, come docente, all’Accademia nazionale d’Arte drammatica.

La carriera da scrittore

Camilleri, però, come scrittore non ingrana subito. Il suo primo romanzo, Il Corso delle cose (1978) viene rifiutato da ben dieci editori. Il successo letterario arriva solo nel 1994 quando lo scrittore siciliano pubblica La forma dell’acqua, primo libro giallo che vede come protagonista il commissario Montalbano. Nel 2016, con L’altro capo del filo, dedicato ancora una volta a Montalbano, ha superato quota 100 libri pubblicati con un notevole successo di vendite (solo per la Sellerio, ha venduto oltre 18 milioni di copie). In poco tempo, la fama del Montalbano letterario è stata surclassata dal personaggio televisivo, interpretato da Luca Zingaretti.

Il Camilleri politico: comunista e anti berlusconiano

Camilleri, da sempre comunista, nel 2008 ha partecipato alla manifestazione anti Berlusconi “No Cav Day“, organizzata dai famigerati girotondi radical chic a piazza Navona e, dopo le Politiche del 2013, lancia una raccolta firme per impedire al fondatore di Forza Italia di entrare in Senato. L’anno successivo dichiara di volersi candidare alle Europee con la lista Tsipras ma poi ritira la sua candidatura, a quanto pare per dissidi interni.

Ludovica Colli

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Michele A. 17 Luglio 2019 - 6:00

Un astioso e nocivo comunista di meno: saprò farmene una ragione!

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Giovanna 22 Luglio 2019 - 4:51

Maronna mia che stronzate che scriveva!! Ma chi e’ che lo ha cosi’ soppravvalutato a questo mediocre scrittore? Montalbano capolavoro? ma! sconclusionato non ci si capisce un cazzo e ed e’ di una noia mortale.

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Bracco 27 Luglio 2019 - 9:21

Più che Montalbano il successo sta nell’aver creato una versione “take away” della Sicilia per i turisti.
Non so quanto ciò abbia potuto compiacere o irritare i siciliani visto che ha creato una opinione pubblica che crede la Sicilia sia un eden.Ignorando il fatto che i giovani siciliani vanno via per non rimanere disoccupati.
È più astuto di quanto si possa pensare creare una bella cortina di fumo per distrarre dai problemi reali.Poi il sud si spopola e si apre la strada alla sostituzione etnica.

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