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Pistoia, 7 ago – Nel campo rom di Pistoia che sorge dietro il nuovo Ospedale San Jacopo vivono quattordici famiglie. Abitano lì da circa cinquant’anni senza che le amministrazioni rosse che hanno da sempre governato la città si siano mai poste il problema delle condizioni in cui versava il campo. La situazione è divenuta paradossale da quando, sul terreno adiacente, è stato costruito il nuovo ospedale. La discarica a cielo aperto spadroneggia e attira l’attenzione. Non si tratta soltanto di automobili smontate e abbandonate sui lati della strada che conduce al campo, bensì anche di rifiuti di vario genere capaci di inquinare fortemente il terreno su cui si trovano. Il paradosso è dovuto anche alle pretese verso il “resto” della cittadinanza per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti: ormai nelle nostre case vi sono più cestini dell’immondizia che persone. Il tutto col fine di ridurre l’impatto che la quantità di rifiuti prodotta ha sul mondo. E quindi perché accettare che altre persone creino una discarica a cielo aperto di dimensioni considerevoli senza intervenire in modo massiccio? Per quale motivo non sono mai stati sanzionati, esattamente come avverrebbe per ogni altro cittadino?



Da qui il nostro interesse verso quel campo rom e i suoi abitanti. Siamo riusciti ad intercettarne alcuni e, sebbene non si siano mostrati inizialmente molto socievoli, hanno poi risposto ad alcune domande. Il loro approccio verso chiunque si inoltri nel “loro” territorio armato di telecamera desta sospetto. Oltre a non trattarsi di proprietà privata, non si capisce per quale motivo debbano essere ostili verso chi con gentilezza vorrebbe porre alcune domande. Solo domande, per capire ed eventualmente anche per sfatare qualche mito. Dovrebbero, a rigor di logica, cogliere al volo opportunità come questa anche e soprattutto per il suddetto motivo, oltre che per il normale rispetto che si deve a chiunque desideri porre delle domande. Non si può negare che la situazione dei campi rom sia particolare e delicata. Né tantomeno possiamo negare che molti di quei territori versino in condizioni oscene di anarchia e illegalità. Per quale motivo dovremmo disinteressarcene? Forse per le solite illazioni dei soliti noti su quanto una parte del paese – la nostra – sia affetta da razzismo e pregiudizi? In realtà, considerato appunto che si tratta di illazioni, è un motivo in più per tirare dritto.

Black Brain

Lorenzo Zuppini – Stefano Carlesi

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