Gerusalemme, 11 set – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di annettere la Valle del Giordano nella Cisgiordania occupata se vincerà le elezioni generali della prossima settimana. L‘annuncio è stato duramente criticato dai Paesi del Medio Oriente, Arabia Saudita compresa. La Valle del Giordano e il Mar Morto settentrionale rappresentano quasi il 30 per cento della Cisgiordania. Nell’area vivono circa 65mila palestinesi e circa 11mila coloni israeliani illegali, la maggior parte dei quali è sotto il controllo militare israeliano in quella che viene definita Area C.

La condanna dell’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha condannato l’annuncio di Netanyahu, descrivendo l’eventuale annessione come “priva di fondamento”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale. “Il regno afferma che questa dichiarazione è un’escalation molto pericolosa contro il popolo palestinese e rappresenta una flagrante violazione della carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale“, riporta l’agenzia di stampa saudita ufficiale. L’Arabia Saudita ha anche chiesto una “riunione di emergenza” dei ministri degli Esteri dei 57 Stati membri dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic), ha aggiunto l’agenzia.

Abbas: “Se Netanyahu va avanti saltano tutti gli accordi di pace”


Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha avvertito che “tutti gli accordi firmati con Israele e gli obblighi che ne derivano sarebbero finiti” se Netanyahu dovesse procedere con l’annessione. Il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh invece ha definito il leader israeliano invece che “prime minister”, “prime destroyer” (principale distruttore) “del processo di pace”. “Il territorio palestinese non fa parte della campagna elettorale di Netanyahu”, ha denunciato Shtayyeh.
Israele ha occupato la Cisgiordania dal 1967, ma formalmente non l’ha mai annessa. Dal canto loro, i palestinesi rivendicano l’intera Cisgiordania per il loro futuro Stato indipendente. Netanyahu ha però sempre sostenuto che Israele continuerà a mantenere una presenza nella Valle del Giordano per ragioni di sicurezza.

Il sostegno degli Usa e la ricerca dei voti dei nazionalisti

L’annuncio di “Bibi” è un tentativo del premier israeliano di accaparrarsi i voti dei nazionalisti e dell’estrema destra. Ma – secondo gli analisti – Netanyahu può permettersi di parlare di annessione della Valle del Giordano soltanto in ragione del sostegno “infinito e incondizionato” di Donald Trump. Il presidente Usa in tempi recenti ha preso posizioni senza precedenti in favore di Israele, come il riconoscimento della sovranità dello Stato ebraico sulle alture del Golan occupate in territorio siriano o di Gerusalemme come capitale israeliana. Il destino di “Bibi” è legato a quello di Trump, almeno per adesso.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Fanno più schifo gli ebrei o i muslim ?
    Tiferò i meno peggio .

    Israele …. alzano muri, e non vengono da noi a rompere i coglioni, se poi ci tolgono dalle balle :
    Fiano,Saviano e altri loro correligionari scassaminchia …..
    Vi regaliamo anche franceschiello il massone!

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