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Ragusa, 30 mag – La Squadra mobile di Ragusa ha arrestato un nigeriano con le accuse di violenza sessuale su una minore di dodici anni, maltrattamenti in famiglia e tentata violenza sessuale ai danni della compagna.

Aggressioni bestiali

Era stata proprio la partner dell’immigrato, anche lei nigeriana, a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine durante una delle frequenti, bestiali aggressioni che il compagno la costringeva a subire. L’arrivo della volante ha evitato che la situazione si evolvesse in maniera irreparabile, perché la vittima era rimasta ferita. I poliziotti hanno persuaso la donna a raccontare ogni orrore. «Quando la donna è stata accolta ed ascoltata dalle donne della Squadra Mobile era psicologicamente devastata», dichiarano gli agenti. «Violenze inaudite subite ogni qualvolta il compagno si ubriacava e pretendeva di avere rapporti sessuali con lei anche in presenza dei bambini. La donna si rifiutava perché c’erano i piccoli e lui la violentava o tentava di farlo picchiandola in ogni occasione».

Orrore senza fine

Ma la bestia che abitava in quella casa non si era limitata a usare violenza sulla partner. Mentre le forze dell’ordine raccoglievano la testimonianza della donna, la figlia di appena 12 anni ha chiesto di parlare con una poliziotta, confidandole che il compagno della madre aveva stuprato anche lei. «La piccola ha detto che se il coraggio lo aveva trovato la mamma, era giusto che anche lei raccontasse la verità, narrando fatti di una violenza tale da impressionare il personale della Squadra Mobile», riferiscono gli investigatori. Dopo le deposizioni, la Polizia di stato ha messo le due vittime sotto protezione e ha fatto scattare le indagini per rintracciare il nigeriano. Dopo nemmeno 48 ore lo stupratore è stato identificato ed arrestato. L’uomo, che viveva di espedienti, tra cui l’elemosina fatta presso gli ingressi dei supermercati è stato condotto in carcere a Ragusa dove non è più in grado di nuocere a nessuno.

Cristina Gauri

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