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Roma, 24 mag – A dispetto degli scossoni dello spread e della borsa, i risparmiatori italiani non mollano la presa sul BTP Italia. Idem fanno gli investitori istituzionali, che si scatenano anzi con nuovi ordini dopo alcune indiscrezioni trapelate da Reuters, secondo cui una fonte del Tesoro avrebbe detto che la cedola minima sarà alzata dallo 0,40%, comunicata venerdì scorso, fino allo 0,55%.



In sintesi, la prospettiva di un esecutivo M5S-Lega, che ha provocato un forte scossone nella giornata di ieri a causa delle rivelazioni sul contenuto del contratto di governo gialloverde, non necessariamente implica una fuga dagli asset italiani.

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Lo fa capire chiaro e tondo, tra gli analisti intervistati da Reuters, Paul O’Connor, responsabile della divisione multi-asset investing di Janus Henderson, i cui fondi gestiscono 5 miliardi di sterline.
“Se siamo preoccupati che i mercati finanziari si disperino per una Italia che passa da un governo non convincente a un altro? La risposta è breve: no

E’ del tutto ovvio (a meno che di essere i saltimbanchi nostrani) esaminando quelli che in economia si chiamano “i fondamentali”.

L’Italia è:
– la settima o ottava potenza economica del pianeta
– la seconda industria europea
– la seconda agricoltura europea
– il terzo paese per numero di abitanti
– da dieci anni in avanzo primario
– uno dei pochi paesi del mondo a non aver mai fatto default, neanche dopo le guerre mondiali
Solo Fitch ha tentato di “declassarci”. Trump è più populista di noi e le altre società di rating americane non si sono accodate. Alla fine l’Euro lo salveremo noi imponendo a Francia e Germania la rinuncia all’Impero Carolingio. Altrimenti ci portiamo dietro tutti gli altri e con l’Euro ci si fa la carta da parati, come col Rublo prima di Putin.

Luigi Di Stefano

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