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Palermo, 4 gen – Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando non si ferma nella sua folle campagna di boicottaggio del decreto Salvini su sicurezza e immigrazione (che, ricordiamo, è legge dello Stato e “vince” sulle delibere comunali) e insiste: “Dinanzi alla possibile violazione dei diritti umani e costituzionali non si può bloccare l’iscrizione all’anagrafe” degli stranieri. Il suo capo area dei servizi al cittadino, Maurizio Pedicone, esegue prontamente gli ordini: “Non si può disattendere una precisa disposizione del capo dell’amministrazione”.

La direttiva di Orlando, nello specifico, sospende per gli stranieri coinvolti nell’applicazione del decreto Sicurezza “qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali con particolare, ma non esclusivo, riferimento alla procedure della residenza anagrafica”. Da stamatttina, quindi, dopo il via libera di Pedicone, diventa effettiva l’indicazione del dirigente di provvedere ad attuare “i provvedimenti conseguenziali di competenza in materia di residenza dei cittadini stranieri“.

Per gli uffici comunali questo significa che adesso possono iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo e i titolari di permessi di soggiorno per motivi umanitari, non più rinnovabili.

Orlando ha anche annunciato di voler andare da un giudice civile, perché non può rivolgersi direttamente alla Corte Costituzionale per violazione dei diritti umani e per violazione di articoli specifici della Costituzione. A sua volta, il giudice civile, se riterrà che la questione sia fondata e rilevante ai fini della decisione, rimetterà gli atti alla Corte Costituzionale.

Attenzione, però, il prefetto potrebbe nel frattempo annullare gli atti del Comune e denunciare sindaco e dirigente comunale per abuso d’ufficio.

Ciononostante, il Comune di Palermo va avanti e nelle prossime ore potrebbero arrivare le prime iscrizioni di richiedenti asilo all’anagrafe.
Pedicone, che a quanto pare è ancora in ferie, ha “girato” la direttiva del sindaco ai dipendenti dell’anagrafe, ordinando di iscrivere gli immigrati.

Quindi, dopo i proclami e il clamore mediatico, Orlando passa ai fatti.
Ora, in attesa del primo caso umano di rifugiato africano salvato dal buonismo immigrazionista in nome dell’accoglienza indiscriminata ai danni degli italiani (che sarà sicuramente pompato da Repubblica e tutta la stampa mainstream e anti-governativa), siamo curiosi di vedere quale saranno i fatti da parte del Viminale.
Anche perché diamo quasi per scontata la pavloviana reazione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che si appresterà a imitare il collega palermitano.

Adolfo Spezzaferro

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