Il Primato Nazionale mensile in edicola

Vicenza, 12 dic – L’ultimo saluto a Paolo Rossi oggi a Vicenza con i funerali del campione del Mundial del 1982, morto dopo una malattia incurabile il 10 dicembre. Già da ieri a migliaia i fan e i cittadini si sono messi in cosa per rendere omaggio a Pablito allo stadio Menti di Vicenza. E oggi, con i funerali la città veneta e l’Italia tutta si stringono attorno al feretro del campione che ci ha fatto sognare portando la Nazionale alla vittoria nel Campionato del mondo dell’82. Il mondo del calcio si è raccolto per dirgli addio. Tutta la Serie A gli dedicherà un minuto di silenzio.

Ai funerali di Paolo Rossi gli ex compagni della Nazionale portano a spalla il feretro

Ad accompagnare il corteo funebre verso il duomo della città, tanti cittadini e tantissimi cartelloni di ricordo alle finestre, sui balconi e sugli alberi. Ma anche i tanti compagni di squadra del campione e altri calciatori. “Paolo, Paolo, Paolo“. Così i suoi tifosi hanno accolto l’arrivo del feretro, portato a spalla dai suoi ex compagni della Nazionale della vittoria in Spagna, da Cabrini a Tardelli. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha adagiato sopra la bara una maglia azzurra della Nazionale con il numero 20.

Il ricordo commosso di Cabrini nella cattedrale di Vicenza: “Ho perso un fratello”

All’interno della cattedrale durante i funerali risuona la voce emozionata di Antonio Cabrini, ex compagno di Paolo Rossi nella Juventus e nella Nazionale: “Non ho perso solo un compagno di squadra, ma un amico e un fratello. Insieme abbiamo combattuto, vinto e a volte perso, sempre rialzandoci anche davanti alle delusioni. Siamo stati parte di un gruppo, quel gruppo, il nostro gruppo. Non pensavo ti saresti allontanato così presto, ma che avremmo camminato ancora tanto insieme. Già mi manchi, le tue parole di conforto, le tue battute e i tuoi stupidi scherzi. Le tue improvvisate e il tuo sorriso. Mi manca proprio tutto di te, oggi voglio ringraziarti perché se sono quello che sono lo devo anche al meraviglioso amico che sei stato“. Parole che fanno il paio con lo straziante addio di Marco Tardelli, amico di una vita del grande campione.

Altobelli: “Avrei voluto essere lì con la moglie ad accompagnarlo”

Prima dell’ingresso nella cattedrale, sono stati in tanti gli ex compagni di squadra a esprimere il loro ricordo ai microfoni dei cronisti. “L’altra sera quando la moglie ci ha mandato il messaggio dicendo che Paolo se ne era andato, con lei che lo ha accompagnato stringendogli la mano ho invidiato quel momento, avrei voluto essere lì anche io ad accompagnarlo“, ha detto Alessandro Altobelli, ex attaccante nella vittoria al Mondiale del 1982.

Collovati: “Se sono campione del mondo lo devo a lui”

Commosso anche Fulvio Collovati, altro eroe azzurro del Mundial. “Se ne è andato con dignità, voleva essere il Paolo Rossi che ho sempre visto, sempre sorridente. Noi siamo andati al Mondiale come l’armata Brancaleone, Paolo arrivò dopo due anni di inattività. Era deriso da tutti, il suo riscatto e la sua rivincita hanno coinciso con la nostra rivincita. Io se sono campione del mondo lo devo a lui“.

L’omaggio di Maldini e Bergomi

Per tutti gli italiani era un mito, un supercampione conosciuto in tutto il mondo, ma era una persona normale. Mi rimarrà sempre in mente la sua leggerezza, senza sentirsi una star. È stato di grande esempio”, dice Paolo Maldini. “Di lui parlano i numeri, ci dimentichiamo la sua grandezza: ha vinto un Mondiale, il Pallone d’oro e il titolo di capocannoniere. Questo già basta”, ricorda il direttore tecnico del Milan. “Di quel gruppo vincente Paolo era un simbolo, non solo per quanto è riuscito a fare in campo ma anche fuori. Le sue più grandi doti sono state l’umanità e la disponibilità verso tutti, ma anche la capacità di sorridere”. E’ il ricordo di Beppe Bergomi. “Con lui ho condiviso l’esperienza da commentatori tv nel Mondiale 2006, anche qui era un esempio per la moderazione nei commenti”, sottolinea.

L’applauso della folla all’uscita del feretro dal duomo di Vicenza

Al termine dei funerali, è stato il figlio di Paolo Rossi, Alessandro, con al fianco Cabrini e dietro altri ex compagni di squadra del Mundial – Giancarlo Antognoni, Claudio Gentile e Bruno Conti – a portare la bara fuori dal duomo. Il feretro del campione, con sopra la maglia azzurra numero 20 e una sciarpa del Vicenza, è stato accolto dagli applausi dei tantissimi cittadini accalcati dietro le transenne.

Ludovica Colli

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta