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Parigi, 5 lug — Non si è ancora spenta l’eco della strage di Würzburg che da Parigi arriva l’ennesima notizia di un omicidio commesso mediante accoltellamento da un immigrato di origine sudanese.                                                                                                                                                                                                                          I fatti, fa sapere la polizia, si sono svolti nella serata di sabato 3 luglio, sui binari della stazione metropolitana di Bercy, nella capitale francese. Secondo quanto riportato dalla stampa d’Oltralpe il sudanese ha accoltellato un altro uomo dopo una lite per motivi che rimangono tutt’ora da acclarare.  L’alterco è scoppiato intorno alle 22:20.



Sudanese accoltella un uomo sui binari della metropolitana

«Uno ha pugnalato l’altro», riporta una fonte interna alle forze dell’ordine. Quest’ultimo si è «difeso», spingendo sui binari l’omicida e la rissa è proseguita.Il sudanese, che brandiva l’arma, mentre si trovava sui binari (e la vittima sulla piattaforma), gli ha poi inferto «una seconda pugnalata all’addome», che lo ha ammazzato, ha aggiunto la fonte.

L’omicida è in manette

Il sospettato, classe 1992 e di nazionalità sudanese, secondo una fonte vicina alle indagini è stato arrestato dal RATP Network Protection and Security Group (GPSR). L’identità della vittima non è ancora nota. Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta per «omicidio volontario», e le indagini sono state affidate al 2° distretto della polizia giudiziaria di Parigi (2° DPJ), secondo la procura di Parigi.

Data la quantità sempre maggiore di atti criminosi violenti — perpetrata nella maggior parte dai cosiddetti «nuovi francesi» — l’amministrazione parigina ha annunciato un’implementazione della sicurezza dei trasporti dell’Ile-de-France, con la creazione —prevista entro dicembre — di un posto di comando unico nei locali della prefettura di Parigi. Questo coordinamento di circa 4.000 agenti responsabili della sicurezza dei trasporti dovrebbe consentire di ridurre notevolmente i tempi di risposta degli agenti.
Cristina Gauri


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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Ohh meno male, ci mancava un altro omicidio da parte di un negro; erano quasi due giorni che si aspettava, eppure non è che gli sbarchi si sono interrotti perché a Lampedusa c’è la fila di clandestini in attesa del passaporto virtuale. E allora, avanti, avanti c’è posto e datevi da fare; presto ci saranno le elezioni e tanti posti di assessore e sindaco sono ancora vacanti. Se scegliete il partito giusto farete una bella carriera. Non importa se non parlate Italiano, a sinistra tutti conoscono l’arabo.

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