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Ragusa, 12 dic – La Procura di Ragusa ha accusato formalmente l’Ong spagnola Open Arms di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza privata contro il ministero dell’Interno italiano. I fatti contestati risalgono al marzo 2018, allorché Open Arms sbarcò a Pozzallo (in provincia di Ragusa) 216 immigrati che avrebbero dovuto essere accolti da un altro Paese. L’Ong spagnola, in pratica, avrebbe disatteso il codice voluto dall’allora ministro Marco Minniti (Pd). Per i pm si tratterebbe quindi di una violenza ai danni del Viminale e delle autorità italiane, costrette con la forza ad accogliere i 216 clandestini.
Il procuratore della Repubblica di Ragusa, Fabio D’Anna, e il pm Santo Fornasier hanno dunque notificato le accuse ai dirigenti di Open Arms Marc Reig Creus e Ana Isabel Montes Mier, rispettivamente il comandante della nave Proactiva e la responsabile delle operazioni. Come parte offesa risulta, come detto, anche il ministero dell’Interno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’imbarcazione di Open Arms era stata autorizzata dall’Imrcc di Roma (ossia la centrale di coordinamento dei salvataggi) a prestare soccorso a un gommone in difficoltà. I responsabili della Ong, tuttavia, accorsero in aiuto di un secondo gommone, malgrado l’Imrcc avesse dato parere negativo.
Ebbene, secondo i pm i volontari di Open Arms, «una volta giunti in prossimità del più vicino porto di La Valletta per effettuare il soccorso medico di alcuni migranti», avrebbero «omesso volutamente di richiedere alle autorità maltesi l’autorizzazione allo sbarco ovvero l’indicazione di un porto sicuro, nonostante a ciò sollecitati sia dalle autorità italiane che dalle autorità spagnole, e da ultimo decidendo di dirigersi verso le acque territoriali italiane». I membri della Ong spagnola Open Arms sono già finiti più volte nell’occhio del ciclone per la loro condotta a dir poco sospetta: dal fondatore Òscar Camps, accusato di «schiavismo» dai suoi dipendenti, sino alla diffusione sistematica di bufale, tra cui quelle su Josefa, l’ormai famosa migrante con lo smalto.
Elena Sempione





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