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Genova, 8 ott – “Liberate la Valpolcevera”: è con questo slogan che i residenti della zona attorno al Ponte Morandi, crollato lo scorso agosto, sono scesi oggi in piazza per chiedere al governo che le promesse fatte all’indomani della tragedia vengano rispettare e la città possa tornare alla normalità il più presto possibile.
In migliaia hanno partecipato al corteo che si è snodato nella zona del porto antico di Genova. Presenti in massa gli sfollati, il cui referente Franco Ravera ha ottenuto un incontro con il ministro delle Infrastrutture Danio Toninelli, presente oggi in città proprio per discutere della vicenda del Ponte Morandi: “Al ministro abbiamo detto: non raccontateci musse, ovvero non raccontateci bugie. La città non ha necessità di bugie. Vogliamo impegni seri, concreti, fattibili. C’è l’impegno del ministro a modificare il decreto, oltre che ad incontrarci ed aggiornarci”, ha spiegato al termine del colloquio che si è tenuto in prefettura.
Nel mirino dei manifestanti è soprattutto il decreto messo a punto dall’esecutivo, che non sembra offrire idonee garanzie. Prova ne sia la nomina del commissario arrivata solo qualche giorno fa quando, dopo un lungo tira e molla, è stato scelto il sindaco Marco Bucci. A quasi due mesi dal crollo, inoltre, non ci sono ancora certezze sullo stato di avanzamento dell’iter per la ricostruzione, stretto fra la necessità di fare presto ma di farlo bene, oltre al nodo dei ristori economici per sfollati e imprese che ancora tardano ad essere messi a punto.
“E’ un decreto che sarà migliorato – ha osservato Toninenlli, accogliendo le rimostranze dei cittadini – ma che invito a non contestare perché è scritto non solo con il cuore vicino a Genova ma anche con una tecnica giuridica che permetterà al commissario straordinario di poter lavorare bene senza preoccuparsi di quei ricorsi che se avessimo scritto il dl meno bene ci preoccuperebbero”.
Nicola Mattei

2 Commenti

  1. Per carità , stima e affetto , sono persone senza casa e senza lavoro , ma…………il ponte è crollato per incuria,incompetenza ed anche perché la gente ha accettato le cazzate piddine per sei lunghi anni di dittatura delle sinistre,da monti in poi……. nessuno ha pensato ad una opera vecchia e mal fatta………in una notte i burocrati servi hanno rovinato la vita di milioni di italiani ma i fondi per sistemare un vecchio arnese in cemento non sono mai stati trovati………. insomma pare che dietro le giuste proteste di residenti e commercianti ci sia anche tanta fuffa e prosopopea piddina……….. comunistoidi che in tanti anni di dominio di regione Liguria e stato italiano si sono girati dall’altra parte.

  2. Con spara balle al governo il ponte era già su… guardate Amatrice ….le casette consegnate già inagibili …

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