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Roma, 5 mar – Una legge elettorale che come tutti sapevano avrebbe assicurato soltanto incognite, nessuno infatti poteva realisticamente superare il 40% necessario alla formazione di un governo. L’exploit della Lega (17,4%) che ha battuto nettamente Forza Italia (14%) non servirà al centrodestra, che anche considerando le percentuali al di sotto delle aspettative di Fdi (4,3%) e dei democristiani di Noi con l’Italia (1,3%) si ferma al 37%. Il principale, ad oggi, partito di questa coalizione è la Lega, che in ogni caso in termini assoluti risulta il terzo partito italiano. Superato di poco dal Pd (inglorioso 18,7%) e dal Movimento Cinque Stelle che ottiene quasi il doppio dei voti di Salvini (32,6%), affermandosi sul più altro gradino del podio dei partiti ma lontano dai numeri necessari per governare da solo o alleandosi con piccole forze extra coalizioni. L’ipotesi di un governo con grillini e Liberi e Uguali (3,4%) non sussiste visti i risultati sempre al di sotto del 40%.
Di Maio ha scritto un post entusiasta su Facebook: “Il MoVimento 5 Stelle, se saranno confermati i primi dati, sarà il pilastro della prossima legislatura. Siamo aperti a un confronto con tutte le forze politiche”. Tutto molto interessante, ma con chi si accorda per formare un governo? L’ipotesi di un governo Lega-Cinque Stelle è già stata esclusa da Salvini, ben consapevole che sarebbe un boomerang difficilmente controllabile e giustificabile agli occhi del suo elettorato. Potrebbe verificarsi allora un’alleanza Cinque Stelle-Pd? Vista la debacle di Renzi e le divergenze programmatiche sembra anch’essa un’ipotesi da scartare. Altra ipotesi potrebbe essere un Governo tecnico sostenuto da centrodestra e centrosinistra. In questo caso il M5S sarebbe non determinante, ma sul serio Lega e Fdi sono disposti ad allearsi con il Pd?
Insomma a ben vedere, qualunque governo si provi a formare, salvo rocamboleschi e cospicui cambi di casacca, rischia di apparire come un mostro impresentabile. Non che la cosa stupisca, confermerebbe semmai quanto visto negli ultimi anni. In questo caso però, complice appunto la pessima legge elettorale in vigore, sembra proprio difficile ipotizzare un mostro che si regga sulle proprie gambe. Siamo di fronte con tutta probabilità a un periodo di non governo, con l’ipotesi nuove elezioni in vista non del tutto da scartare. La patata bollentissima passa a Mattarella, che tutto sembra tranne che un mago dei giochi parlamentari.
Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Governo tecnico SOLO per fare una legge elettorale degna di questo nome. Poi a votare il prima possibile.
    Ennesima pagliacciata, ma alternative non truffaldine non ce ne sono.

  2. “Aiii!.. Serva ITALIA! Di dolore ostello! (Oggi di negracci assortiti ostello!…), Nave senza nocchiero in gran tempesta!… Non donna di provincie, ma bordello!!!”. Questo declamava il Sommo Padre della Lingua Italiana! È cambiato qualcosa?…..

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