Roma, 5 giu – Alla notizia che la Commissione europea ha proposto la procedura d’infrazione per debito contro l’Italia, il premier Giuseppe Conte, in visita di Stato in Vietnam, assicura: “Il governo italiano farà di tutto per evitare la procedura”. Ma poi chiarisce che le regole Ue non sono un dogma, e che l’esecutivo verdegiallo vuole cambiarle. “Ci sono – ha osservato Conte – delle regole che vengono applicate ma il governo ha dimostrato una nuova sensibilità e io l’ho portata in Europa. Peccato che i Consigli europei non siano in diretta streaming, ci sarebbe la possibilità per i cittadini di partecipare e appassionarsi di più. Sicuramente c’è determinazione a dare un contributo critico, anche a voler modificare le regole esistenti elaborate in contesti diversi da quello attuale. Trascinarsi regole di qualche lustro or sono, considerarli dogmi rispetto a una competizione globale che la Ue è chiamata ad affrontare significa spuntarsi gli artigli che vanno tirati fuori quando necessario”.

Il premier: “Abbiamo margini di manovra per reagire bene”

“Non ho ancora letto le raccomandazioni” della Commissione Ue sul debito, spiega il premier, ma “il monitoraggio dei nostri conti, in particolare per il 2019, sta evidenziando le maggiori entrate tributarie e contributive. Maggiori rispetto alle previsioni. Questo ci consente di avere dei margini e di poter reagire meglio alla congiuntura economica che non è favorevolissima”.

Moscovici: “Porta resta aperta, procedura ancora non partita”

La Commissione europea è “pronta a esaminare i nuovi dati” che il governo italiano invierà a Bruxelles e che potranno far cambiare idea all’esecutivo Ue sulla procedura per debito nei confronti dell’Italia. Lo dice il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ribadendo di voler lasciare “la porta aperta” al dialogo con Roma. Moscovici ha ribadito che la Commissione “dopo aver esaminato tutti i fattori rilevanti, ha concluso che il criterio del debito non è attualmente rispettato e che una procedura per il disavanzo eccessivo basato sul debito è giustificata per l’Italia. Spetta ora al Consiglio esprimere le proprie opinioni su questo obiettivo e un’analisi fattuale”, ha ricordato, chiarendo che la “procedura non è ancora partita”.

 Adolfo Spezzaferro

 

1 commento

  1. Peccato che l’italia si sia ridotta a dover giustificare a burocrati stranieri non eletti ed emanazione dei poteri bancari cosa vuole fare riguardo al suo sviluppo economico.Se seguiamo il loro consigli come prima continueremo nella austerità e depressione economica con ulteriore svendita e depredazione dei beni pubblici e privati.E’ una assoluta necessità uscire subito da questa gabbia fatta da poteri forti privati stranieri che si sono già impossessati di mezza Italia

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