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Milano, 28 ott – Attilio Fontana torna a respingere gli allarmismi di alcuni giornali che parlano di pronto soccorso addirittura al collasso, confermando che la situazione in Lombardia “è sotto controllo”. Il governatore poi rivolge un appello ai cittadini: “Prima di andare al pronto soccorso si rivolgano al loro medico di base, perché la notizia che arriva da molti presidi è proprio che molte persone entrano al pronto soccorso senza che sia necessario“. In collegamento su RaiNews24, Fontana chiarisce anche che non è vero che i numeri attuali dell’epidemia siano paragonabili a quelli della scorsa primavera. “Non bisogna mai dimenticare il numero dei tamponi che si fanno oggi rispetto a quello che si facevano a febbraio e a marzo: allora noi facevamo in media 8/10 mila tamponi, oggi siamo intorno ai 30/32 mila quindi non dobbiamo lasciarci spaventare dai contagi, dobbiamo controllare la situazione degli ospedali, quello sì”.

“Non ci sono le condizioni per un lockdown a Milano o nella regione”

Poi il governatore leghista ribadisce che a tutt’oggi “non ci siano le condizioni per parlare di un lockdown a Milano e in Lombardia“, respingendo ancora una volta l’ipotesi di chiusura totale ventilata dai media. “Credo che quella sia l’estrema scelta e noi dobbiamo fare di tutto per evitare di doverla applicare”, spiega Fontana, pur rimarcando che eventuali decisioni di “zone rosse” vadano prese a livello centrale. “Non si dimentichi che un eventuale lockdown è una competenza che spetta al governo… Io potrò sollecitarla ma sicuramente non è una decisione che potrò autonomamente assumere”, ricorda il governatore.

“Mie ordinanze proprio per scongiurare nuove chiusure”

In ogni caso, ci tiene a sottolineare Fontana, il rischio di una nuova serrata generale può essere scongiurato. “Ho applicato delle ordinanze che vanno nella direzione di ridurre la socialità, di ridurre le possibilità di contatto tra la gente, ma proprio per evitare il lockdown“, chiarisce, evidenziando il fatto che “dobbiamo tutti quanti lottare per evitare che si verifichino le condizioni per arrivarci”. Questo perché arrivare a chiudere Milano “sarebbe molto grave dal punto di vista economico per la regione ma soprattutto per tutto il nostro Paese”. A maggior ragione, quindi, oggi si può ancora “cercare di applicare misure diverse” per evitare di arrivare a soluzioni estreme, misure che “devono essere sempre condivise con gli scienziati e le persone che possono dare consigli appropriati, perché io di mestiere faccio l’avvocato quindi non mi intendo di epidemie, e mi fido di quello che dicono gli scienziati”, conclude il presidente della Lombardia.

Adolfo Spezzaferro

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