Roma, 29 gen – Al via quota 100, la misura-bandiera della Lega che supera la legge Fornero. Da oggi infatti è possibile presentare all’Inps le domande per l’anticipo della pensione.

Con un messaggio diffuso sul proprio sito, l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha spiegato che le domande possono essere presentate online – se si è in possesso delle credenziali di accesso (pin rilasciato dall’Istituto, Spid o Carta nazionale dei servizi) – o, in alternativa, attraverso i patronati e gli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’Inps, anche utilizzando i servizi del Contact center.


Soddisfatto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: “Oggi giornata importante, dopo anni e anni di battaglia, un referendum negato e manifestazioni di piazza, oggi è data da segnare in blu”, ha detto il ministro dell’Interno in una conferenza stampa organizzata alla Camera per presentare la misura, oggi in Gazzetta ufficiale.

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, spiega: “Con questo provvedimento diamo la possibilità, nel triennio 2019-2021, a un milione di persone, di cui 350 mila donne, di poter andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, 5 anni prima di quanto avveniva in precedenza – prosegue -. E non si tratta di un provvedimento assistenzialistico ma piuttosto di un intervento che punta a un ricambio generazionale nel mercato del lavoro“.

Ma non solo, “il provvedimento prevede delle finestre per l’uscita dei lavoratori perché l’impatto che si attende nei prossimi giorni è altissimo, quindi c’è bisogno che l’Inps possa gestire tutto al meglio – specifica Durigon -. Ci saranno finestre trimestrali per i privati e semestrali per il pubblico. Questa differenza dipende dal fatto che nel pubblico per il ricambio generazionale abbiamo necessità dei concorsi e quindi diventa più difficile la gestione, e quindi abbiamo fatto una finestra leggermente più lunga”.

Quindi il sottosegretario ribadisce che nel provvedimento “c’è la conferma di ‘opzione donna’ che è un altro strumento che permetterà di andare in pensione alle donne che al 31 dicembre 2018 hanno 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e 59 anni di età se autonome con 35 anni di contributi”, con una previsione di 32mila donne che andranno in pensione prima nel triennio 2019-2021.

Infine Durigon cita “l’apporto dell’Ape sociale per dare respiro alle situazioni di crisi“.

Ecco chi ne può beneficiare

Vediamo qualche cifra. Un milione di lavoratori, di cui 350 mila donne, beneficeranno nel triennio 2019-21 di quota 100. Ieri si poteva uscire a 67 anni di età (43,3 anni di contributi per gli uomini e 42,3 anni di contributi per le donne) mentre con la misura del governo gialloverde si potrà andare in pensione a 62 anni di età e 38 anni di contributi, senza nessuna penalizzazione: la pensione è cumulabile con reddito da lavoro occasionale fino ad un massimo di 5.000 euro.

Possono accedere alla pensione le lavoratrici che al 31 dicembre 2018 abbiano compiuto 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e 59 anni se lavoratrici autonome: il requisito contributivo richiesto è di 35 anni, 32.000 donne andranno in pensione prima nel triennio 2019-2021.

Si interviene anche sull’Ape sociale per i lavoratori in condizioni svantaggiate: 63 anni di età con 30 o 36 anni di contributi senza alcun costo basteranno per andare in pensione ai disoccupati e ai lavoratori con mansioni gravose o che assistono familiari disabili gravi: 14.000 lavoratori secondo le stime del governo andranno in pensione con questi requisiti.

Per favorire il ricambio generazionale inoltre si può andare in pensione anche prima di quota 100, a partire dall’età di 59 anni con 35 anni di contributi, sempre per che sia contemplato in un accordo aziendale che stabilisca il numero di nuovi assunti, tutto a carico delle aziende.

Ludovica Colli

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