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Roma, 8 ago – Virginia Raggi rilascia un’intervista al settimanale Famiglia Cristiana. Parlando del problema dell’immigrazione clandestina, il primo cittadino di Roma sembra voler condurre un attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini e al decreto sicurezza bis da poco varato.



“Non si lascia naufragare nessuno”

Dichiara così la Raggi, dando prova di non aver letto approfonditamente il testo del decreto sicurezza bis: “La legge del mare è sempre la stessa: non si lascia naufragare nessuno, poi una volta messo in salvo, si controlla chi ha diritto di essere accolto e chi no“. E riguardo alle politiche italiane sull’immigrazione clandestina, la Raggi puntualizza: “La voce grossa va fatta con i forti” e si concede un momento al qualunquismo terzomondista caro al suo collega di partito Alessandro Di Battista: “Dobbiamo smetterla, i Paesi industrializzati, di depredare e sfruttare le risorse dell’Africa. Il famoso “aiutiamoli a casa loro” dovrebbe significare la capacità di mettere in piedi progetti di sviluppo per quelle nazioni“. Ma, voli pindarici a parte, alle critiche mossegli dal ministro dell’Interno Salvini sulla catastrofica gestione di Roma, la Raggi replica: “Le critiche? Lo lascio parlare, replico con i fatti“.

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“Sicurezza? Il governo metta i fondi”

Intervistata dal condirettore di Famiglia Cristiana Luciano Regolo la Raggi tocca i più svariati argomenti. In merito al recente caso di cronaca che ha avuto come teatro Roma, ovvero l’omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Rega, Virginia Raggi dichiara che “occorrono reti di comunità attive”, prendendo ad esempio il caso del quartiere del Pigneto: “Nel giro di un paio d’anni le vie sono state del tutto ripulite, oggi il quartiere è rinato”. Rendendosi forse conto, tuttavia, che delegare ai cittadini romani già vessati da tasse, contributi e malagestione della città anche la sicurezza dei propri quartieri è eccessivo, la Raggi corre ai ripari e dice: “Ho chiesto più forze dell’ordine a presidio della Capitale che, tra l’altro, dovrebbe avere in organico almeno ottomila vigili e invece oggi sono seimila. Il Governo deve mettere i fondi“. Un altro gioco al rimpallo, insomma; in tal senso, fa riflettere l’assoluta priorità data in questi giorni dal sindaco di Roma alla rimozione della scritta in marmo di Casa Pound che l’ha spinta non una, ma ben due volte a recarsi fisicamente presso lo stabile di via Napoleone III. Questi gesti (o scialbi spot elettorali) di certo non hanno aumentato il senso di sicurezza per il cittadino romano.

“Spazzatura a Roma? Problema decennale”

E dopo la sicurezza, si parla purtroppo di spazzatura; la Raggi pone l’accento sul fatto che a Roma è “problema decennale” e di nuovo lancia uno strale ad un terzo, in questo caso si suppone a Nicola Zingaretti presidente della Regione Lazio, dicendo: “si potrebbe superare più rapidamente ma diviene impossibile se non c’è la collaborazione di tutte le istituzioni. I camion dell’Ama raccolgono i rifiuti in città ma spesso non possono scaricarli perchè, per vari motivi, sul territorio regionale non ci sono impianti pronti ad accoglierli”.

Una vita sotto scorta

Il settimanale di ispirazione cattolica ricorda come la Raggi sia costretta a vivere sotto scorta, e la “sindaca” stessa rivendica il suo impegno in prima linea contro il clan dei Casamonica e degli Spada: “Tanta gente un po’ intimorita si avvicinava, quasi di nascosto, per ringraziarci, a lungo si sono sentiti abbandonati“. Nonostante i ringraziamenti di cui parla la cara Virginia, tuttavia, il consenso elettorale dei romani nei confronti della giunta da lei guidata si è praticamente dimezzato.

Ma Virginia non ha più una “vita privata”

La Raggi parla infine della sua conversione “tardiva” al cattolicesimo “verso i 17 anni, non per via di un evento specifico ma perché c’era qualcosa che lavorava dentro di me. E tuttora non smetto di cercare” e coglie l’occasione per fare una sviolinata a papa Francesco: “Ogni volta che lo vedo mi da’ grande forza. Parla di argomenti a me molto cari, per esempio della terra come ‘casa comune’“.

Ma non crediate che fare il sindaco di Roma sia tutto rose e fiori; purtroppo Virginia Raggi lamenta la pressoché totale desertificazione della sua vita sociale: “L’ultimo sabato di luglio, per la prima volta da quando sono sindaco, sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo e a partecipare alla festa di compleanno di un mio amico dai tempi dell’università. Mentre ero lì mi sono anche dovuta allontanare due volte per impegni istituzionali, ma mi hanno aspettato tutti. Ho deciso che d’ora in poi proverò a ritagliarmi almeno due spazi alla settimana, la sera, uno da dedicare interamente alla famiglia e l’altro agli amici”. Per questi impegni ci auguriamo che non debba prendere la metro A in questi giorni, altrimenti, tra una navetta che non passa e bus nuovi che immediatamente si rompono, il sindaco potrebbe rischiare di tardare all’ennesimo appuntamento.

Ilaria Paoletti

 

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2 Commenti

  1. mah…
    se la terra fosse davvero “casa comune” come rimarcato da Bergoglio & Raggi,non vedo davvero cosa possa impedire alle mutinazionali di andare in Africa a”depredare” quel continente.

    o forse che quella biblica sciocchezza vale solo per il nostro Paese,”casa comune” per africani ed asiatici ?

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