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Roma, 21 ott – “Episodio razzista sul pullman Flixbus diretto a Roma”: ennesima fake news. È successo martedì (o meglio, non è successo): sta di fatto che una studentessa di Ferrara a bordo della corsa in partenza da Trento ha ben pensato di accendere un pò i riflettori su di sé. Post su Facebook (immancabile) e la (fantomatica) denuncia: “Quando a scuola leggevo di Rosa Parks e degli autobus con posti riservati vedevo quella società lontana anni luce dalla nostra e mi dicevo ‘per fortuna ora non è così'”.
Il quadro è chiaro, lo scenario si presta ed il copione già ben collaudato. Stando al racconto della giovane, il 25enne senegalese Mamadou sarebbe stato lo sgradito vicino di posto di una anziana (ovviamente, razzista) signora. “Qui no, vai in fondo, sei di colore, di un’altra religione”, avrebbe detta la stessa nel generale silenzio. Allora, a dispetto degli indifferenti passeggeri, la paladina buonista di turno avrebbe proposto di viaggiare lei, vicino a tal Mamadou.
Inutile dire che stampa mainstream e perseguitati da fantomatico fascismo, ci siano cascati: come i frutti maturi di un albero, per terra. Inutile dire, inoltre, che abbiano anche stavolta creduto (senza prove né contraddittorio) all’ennesima denuncia a mezzo social. Così, i personaggi della storia avevano profili e ruoli ben delineati: la vecchia cattiva razzista, il povero immigrato bullizzato, l’autista cafone che sbraita contro il debole, la buona e magnanima studentessa premio Nobel per la Pace.
Peccato per quest’ultima che i pullman, siano muniti di telecamere: quindi, non c’è né post né storytelling che tenga. Il ragazzo, totalmente incapace di esprimersi in maniera comprensibile, intendeva sedersi laddove Flixbus richiede il pagamento di un extra (rispetto al normale biglietto). L’episodio aveva certo seccato autista e passeggeri: i tempi si stavano eccessivamente protraendo (con conseguente ritardo sulla tabella di marcia). Grazie all’intervento di agenti delle forze dell’ordine, con l’aiuto di una ragazza resasi disponibile come interprete, il giovane senegalese ha preso posto laddove consentito dal suo biglietto standard. Quindi, nessun episodio di matrice razzista. Quindi, nessuna “vecchia fascista cattiva”. Quindi, ennesima bufala: congeniale alla propaganda antirazzista, meno per lo svelamento della realtà.

Chiara Soldani

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