Roma, 10 ago – La partita ora si gioca tra Azione e Italia viva. Dopo il naufragio dell’alleanza a sinistra e i messaggi diretti di Renzi a Calenda, le due formazioni parlano ora faccia a faccia.

Azione e Italia viva, il centrismo “draghiano”

Beninteso che “draghiano” sta diventando un appellativo ideologico, che ovviamente non si esaurisce nell’ormai prossimo ex-premier ma in una politica che potrebbe essere svolta allo stesso modo da dieci altri come (al di là delle propagande esaltate e “super” sull’ex governatore Bce), c’è da dire che la trazione “draghiana” è una sottospecie di ispirazione per entrambe le formazioni politiche di centro, Azione e Italia viva, le cui trattative ormai sono in corso e l’obiettivo è chiarissimo: la creazione di un terzo polo.

L’intesa, onestamente, sembra una pura formalità. Addirittura, c’è chi sostiene che si starebbe pensando  a un simbolo unico, con scritta “Calenda” e loghi dei due partiti. Come riporta l’Ansa, Calenda si dice pronto a discutere con Renzi. Ma precisa: “Un accordo tra di noi non è né scontato né banale. Con lui ci sono rapporti deteriorati nel tempo, ci unisce una consonanza programmatica e ci dividono alcune scelte”. Renzi è più ottimista “Le idee in comune sono più vicine delle diversità metodologiche e caratteriali che ci separano. Noi ci siamo posizionati sul Terzo Polo da subito. Se Azione ci sta, siamo pronti a ricominciare insieme, senza primogeniture ma puntando al bene dell’Italia. Io e Carlo insieme possiamo fare il botto”.

Lo sbarramento da superare

Se c’è un argomento che sarà di forte incentivo all’accordo, senza dubbio è quello delle regole di sbarramento al 3%, percentuale di voti da superare per poter fare l’ingresso in Parlamento. Entrambi, insieme, secondo gli ultimi sondaggi, oscillerebbero tra il 5 e il 6%. Di conseguenza sarebbero ampiamente coperti. Ma forse, l’idea di un centrismo allargato potrebbe ottenere consensi più ampi. E non è da escludere un’ ulteriore crescita. In uno scenario in cui il centrodestra dovrebbe spuntarla di parecchio nonostante la politica quasi suicida degli ultimi due anni, una bilancia forte interposta tra i due poli potrebbe essere un elemento strategico enorme. Soprattutto – guarda un po’ – di possibili richieste verso sinistra. Chissà. La cultura centrista, in fondo, è ambivalente. Ma il momento storico – e le convenienze politiche dei due – sarebbero decisamente più propense a “chiedere e offrire” a Letta e compagni, in caso di vittoria del centrodestra nella misura in cui stimano i sondaggi attuali.

Alberto Celletti

 

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3 Commenti

  1. Preghiamo insieme e diciamo… signore vieni a liberarci dal sinistro demonio … Nel frattempo andate a cagare nelle ortiche

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