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Roma, 2 gen – La nostra Costituzione, al secondo comma dell’art.1, sancisce inequivocabilmente (per fortuna!) che LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO e finché non sarà sostituita con altro principio (speriamo mai!), sono tutti obbligati al suo rispetto, costi quel che costi. La stessa Costituzione disegna al suo interno un preciso “modello economico” dove essenzialmente si ribadisce che il nostro Paese è una Repubblica DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO e non sul PAREGGIO DI BILANCIO E SULLA STABILITA’ DEI PREZZI, cioè dal rigido contenimento dell’inflazione, che sono paradossalmente invece le ricette ideali per distruggere proprio l’occupazione. Inoltre la natura “sociale” della nostra Costituzione prevede e garantisce a tutti i cittadini delle garanzie precise in termini di dignità del salario, dell’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, al trattamento pensionistico, alla tutela al risparmio, ecc., insomma tutti principi imprescindibili e non negoziabili ma non attualmente perseguibili solamente perché una classe politica scellerata ha sottoscritto dei Trattati internazionali che per la loro attuazione sono palesemente in contrasto con il modello tracciato dalla Costituzione nazionale stessa.
Il problema centrale, per troppo tempo vergognosamente taciuto e volutamente sottovalutato, risiede proprio nella palese incompatibilità fra le rispettive Sovranità nazionali e la governance europea che si è avvalsa dei Trattati e delle direttive attuative per realizzare il preciso disegno di estraniare i paesi dai più elementari principi posti a fondamento della democrazia. Si è assistito sempre più a deleghe, non previste e non volute, dei Governi ad appannaggio di strutture sovranazionali che hanno consegnato ai burocrati europei meccanismi giuridici ed economici che assoggettano e affidano ad essi l’intera gestione e destini dell’Unione. Sempre più si è creato un insieme di istituzioni che agiscono e si muovono in modo automatico, senza nessuna certificazione da parte del suffragio universale non consentendo più alle rispettive politiche nazionali di poter intervenire a correzione e a proprio supporto, in nome di un vincolo esterno che dovrebbe invece operare a tutela della collettività.
I paesi membri della UE sono di fatto considerati ormai delle società per azioni invece di Stati di diritto, con i Parlamenti nazionali nell’imbarazzante ruolo di semplici certificatori supini e proni a volontà di burocrati non eletti che prendono ordini dalle lobby finanziarie e multinazionali industriali nell’esclusivo perseguimento dei loro esclusivi interessi. Interessi che si sono avvalsi di una globalizzazione volutamente senza regole favorendo selvagge delocalizzazioni di siti produttivi provocando la deindustrializzazione dei Paesi come l’Italia. Il tutto utilizzando una moneta comune, l’euro, che agisce da “braccio armato”, imponendo coercitivamente il rispetto di quelle regole da loro concepite e fatte sottoscrivere nei Trattati sotto il ricatto “dei mercati” da una classe politica inetta e venduta, di tutti i colori, che si è alternata alla guida dell’Italia negli ultimi 30 anni che non ha voluto capire che una moneta a cambio fisso avrebbe inevitabilmente scaricato l’onere della competitività sulla flessibilità dei salari e quindi sulla pelle dei lavoratori. Da uomo libero e a cui ancora è a cuore il destino del proprio Paese non posso accettare l’incapacità dei politici, sempre più convinti che l’Italia non in sia in grado di gestirsi autonomamente e pertanto bisognosa sempre più di affidarsi alla tutela esterna rinunciando irreversibilmente alla propria Sovranità. Perciò alle prossime elezioni del 4 marzo VOTERO’ SENZA ESITAZIONI CHI INSERIRA’, SENZA SE’ E SENZA MA, almeno questi punti nel proprio programma;
1) Uscita dall’euro e dalla Unione Europea, negoziando accordi bilaterali e/o multilaterali con altri paesi europei rispettando il principio della reciprocità;
2) Nazionalizzazione della Banca d’Italia con l’attribuzione (preferibilmente) delle quote non cedibili ai cittadini italiani e riattribuzione all’Istituto di emissione della funzione di prestatore di ultima istanza;
3) Abrogazione immediata dell’art.81 della Costituzione che prevede l’introduzione del principio del pareggio di bilancio;
4) Contributo di 1000 euro mensili, dal 5° mese di gravidanza e per 5 anni ad ogni bambino nato da almeno uno dei due genitori cittadino italiano da più di 5 anni;
5) Commissione d’inchiesta parlamentare per verificare la regolarità delle risorse impiegate a sostegno immigrazione negli ultimi 10 anni con particolare attenzione al ruolo svolto dalle ONG e dalle Coop;
6) Cancellazione immediata legge Fornero e rivisitazione sistema pensionistico con criteri di equità;
7) Reintroduzione Commissione d’inchiesta parlamentare sui dissesti bancari per l’individuazione di profili penali e civili a carico delle istituzioni di vigilanza e degli amministratori;
8)Presentazione di legge per la separazione fra banche commerciali e d’investimento;
9) Nazionalizzazione di società di servizio pubblico e di quelle di cui si ritiene d’interesse strategico nazionale ivi comprese quelle il cui capitale è in possesso di paesi esteri;
10) Rigida regolamentazione dei flussi migratori e immediata espulsione al primo reato penale commesso da parte di immigrati anche già provvisti di regolare permesso di soggiorno.
DIFFIDATE pertanto se nei programmi che saranno enunciati dai partiti e movimenti politici nelle prossime settimane per catturare il voto per il rinnovo dei due rami del Parlamento, NON CI SARANNO CHIARAMENTE ESPOSTI ALMENO i punti sopra elencati e che considero fondanti e irrinunciabili per il RISCATTO del Paese. Se non saranno presenti questi punti vuol dire che anche questa volta ci stanno prendendo sonoramente per i fondelli! Occhio quindi nel verificare puntualmente chi non sottoscrive questi 10 punti a chiare lettere nel proprio programma e chi non darà ampie garanzie nel rispettarli durante l’arco della nuova legislatura avendo sottobanco già programmato “inciuci” e “incesti” politici al solo fine di garantirsi uno strapuntino in terza fila pur di governare! Date la fiducia questa volta a chi veramente farà gli interessi del Paese. Il Paese è nostro, riprendiamoci le chiavi di casa prima che sia troppo tardi!
Antonio M. Rinaldi

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2 Commenti

  1. Mancano sicuramente due punti fondamentali,ovvero eliminazione della vigente burocrazia e snellimento delle pratiche: per cui se lo stato ti cerca e ha bisogno di te deve dimostrare il motivo e il perché, poiché è da santa inquisizione che ti arrivi a
    casa una letterina e tu debba portare ad un signor nessuno documenti e riferimenti personali poiché qualcuno presume tue presunte colpe…..inoltre se desidero aprire una attività o ampliare la mia abitazione nel rispetto altrui deve essere presente un funzionario incaricato , come in svizzera o austria ,che ti guida e ti informa su obblighi e tasse……in modo tale che il paese possa ripartire e salvarsi dalla cloaca in cui è finito dopo cinque anni di dittatura rossa……per quanto concerne l’ immigrazione siamo già al collasso ,c’è solo da rispedire al mittente.

  2. Una Lectio Magistralis del Dott. Antonio Maria Rinaldi, Chapeau!!
    Cordiali saluti e Auguri di Sereno e Felice 2018 a tutta la redazione di “Primato Nazionale” e a tutti i suoi lettori, commentatori e sostenitori!!
    Fabrice
    PS “Non importa di che colore sia il gatto, l’importante è che prenda i topi”, Confucio.

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