Roma, 29 mag – “La condizione per un’alleanza con Forza Italia è cambiare le regole europee“. Lo dice forte e chiaro il leader della Lega, Matteo Salvini, il quale spiega di non potersi alleare “con chi mi dice che l’Europa va bene così”. E sottolinea che gli “piacerebbe moltissimo ricandidare Savona, non so se abbia voglia di rimettersi in gioco, ma per l’Italia sarebbe molto positivo, lui, Conte, Sapelli”.
“Lo spread sale? Mi viene il dubbio che qualcuno non volesse far partire questo governo a prescindere”, commenta Salvini a Radio anch’io su Rai Radio 1.
Poi il capo politico della Lega replica a chi gli chiede di commentare i retroscena secondo i quali avrebbe tenuto il punto sul nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia, per rompere con Mattarella e andare al voto. “In queste ultime settimane – ha aggiunto – il 90% dei media ha attaccato questo governo prima che nascesse. Roba da regime“. Ma ora è bene tornare al voto il prima possibile. E sul fronte delle alleanze, Salvini chiarisce: “Dipende dai programmi. Se per ridurre le tasse, tornare a controllare i confini e tornare a dare dignità al Paese chi si allea con me deve convergere sulla necessità di rivedere le regole europee. Non posso allearmi con chi mi dice che l’Europa va bene così“. Il messaggio è chiaramente diretto a Forza Italia, alleata nella coalizione di centrodestra. Ora la parola sta a Berlusconi, visto che un’alleanza elettorale giallo-verde in chiave critica nei confronti dell’Ue ormai appare un’evoluzione naturale del quadro politico.
Sul fronte dei 5 Stelle però c’è chi lancia la provocazione. Il capogruppo del M5S al Senato Danilo Toninelli insiste sulla messa in stato di accusa del presidente della Repubblica per aver rifiutato Savona all’Economia e soprattutto posto un veto politico al programma di governo, e spara: Salvini è un pavido se non segue il M5S sull’impeachment. È stata strattonata la Costituzione. È giusto che cerchiamo con tutte le nostre forze di mantenere in un circuito democratico quanto abbiamo subito coinvolgendo tutte le persone che ci hanno seguito, che ci conoscono, che sapevano che eravamo e siamo nel giusto. Se Salvini non ci dovesse venire dietro” sull’impeachment “significa che ha paura e che è un pavido”.
Sempre Toninelli poi aggiusta il tiro affermando che “la Lega è certamente meglio del Pd che non ha voluto nemmeno venire al tavolo con il M5S a discutere di temi. Se gli altri interlocutori sono ai livelli del Pd, la Lega è l’unico interlocutore con cui fare qualcosa se non dovessimo raggiungere la maggioranza assoluta di consensi”.
E proprio in casa Pd, la crisi istituzionale e il “naturale” schieramento pro-Mattarella dei dem (gli unici, insieme alla sinistra) fa “ringalluzzire” Matteo Renzi.
Le elezioni sono una grandissima occasione. Da un lato gli sfascisti istituzionali dall’altro un fronte ampio guidato dal Pd ma che non sia solo il Pd. Anzi con gente che non ha apprezzato tutto ciò che ha fatto il Pd”. Così l’ex segretario a Circo Massimo su Radio Capital. “Sarò come tutti in campo a dare una mano. Se gioco mediano stavolta nessun problema. Non mi interessa aprire la discussione né sul contenitore, né se lo facciamo con le primarie: mi va bene qualsiasi soluzione. Voglio giocare una partita da mediano. Ma è una sfida pazzesca”.
“Non ripartiamo con Renzi sì, Renzi no”, aggiunge. “Se gioco mediano stavolta va bene lo stesso. Ho giocato centravanti alle europee e alle politiche, con risultati diversi. Adesso non mi interessa aprire una discussione su me, sul contenitore o sulle primarie. A me va bene qualsiasi tipo di soluzione. Per la prima volta in 40 anni l’Italia va a votare dopo quattro mesi”.

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