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Roma, 23 set – Matteo Salvini tira le somme su regionali e amministrative e ammette che in Puglia e Campania “è stata l’offerta del centrodestra in generale a non essere all’altezza. Noi, certo, dovremo ragionarci. Oggi riunisco i coordinatori regionali e, dati alla mano, faremo un esame di dove e come abbiamo sbagliato“. Perché, riconosce il leader della Lega, al sud “non abbiamo intercettato la richiesta di cambiamento che veniva dai cittadini. E adesso dobbiamo guardare al futuro”. Insomma, per Salvini i due candidati presidenti, scelti rispettivamente da FdI in Puglia (il “bollito” Fitto) e da Forza Italia in Campania (il “perdente di razza” Caldoro), sono stati un errore (e per entrambi i nomi in effetti la Lega aveva espresso perplessità fino all’ultimo). Parole che danno pubblicamente il via alle critiche interne al centrodestra (dove di sicuro già volano gli stracci).

Il leader della Lega esulta per i consiglieri regionali, cresciuti da 46 a 74

Ufficialmente però il leader della Lega si dice contento della crescita di Fratelli d’Italia (in tutte le regioni al voto): “Finché c’è una crescita interna alla coalizione, è un fatto positivo per tutti. Per me, va bene. Se una squadra vince, vince la squadra. Se perde, perde con scelte che sono di tutti. E comunque non commento gli errori degli altri, men che meno degli alleati”, chiarisce. In un’intervista al Corriere della Sera, Salvini comunque canta vittoria e dice di aver “due nuovi numeri da giocare al Lotto. Sono il 46 e il 74: 46 erano i consiglieri regionali che la Lega aveva fino al 19 settembre. 74 sono quelli di oggi”. E nonostante la missione (quasi) impossibile fallita in Toscana, nel complesso si dice soddisfatto: “In realtà, per rimanere al dato più recente, le amministrative sono state molto buone. Strappiamo diversi comuni al centrosinistra: sottolineo Macerata al primo turno con candidato nostro e siamo al ballottaggio a Reggio Calabria, Matera, Arezzo…”.

“Nel 2021 al voto le più grandi città italiane, l’alleanza si deve allargare”

Insomma, ora si volta pagina, dice il leader della Lega: “Nel 2021 vanno al voto tutte le più grandi città italiane, tutte a guida Pd o 5 Stelle. Io proporrò alla coalizione di scegliere gente che viene dall’impresa e dalle professioni. Anche senza tessere di partito in tasca. L’alleanza si deve allargare“. Certo, riconosce Salvini, “non è facile che qualcuno che ha già una sua strada, una sua professione e un suo riconoscimento sia disponibile a mettersi in gioco”.

“Conte ci ascolti: M5S primo partito in Parlamento ma è scomparso da 5 regioni”

Per quanto riguarda la maggioranza giallofucsia, il segretario del Carroccio fa presente che “il primo partito in Parlamento, il M5S, è scomparso da cinque regioni italiane. E gli sconfitti saremmo noi… In Veneto non hanno un consigliere, in Toscana forse uno… Possibile che un partito che esiste soltanto in Parlamento possa governare a lungo?”, si chiede l’ex ministro dell’Interno, che prosegue: “Io penso di no. Però, Giuseppe Conte a questo punto ci deve ascoltare. Non è possibile governare con una forza politica scomparsa, ma ancora meno contro una coalizione che esprime quindici presidenti su venti”, conclude Salvini.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. sbagliatissima anche ‘sta moda di candidare donne,che non sia la Meloni ovviamente.

    lasciatelo fare a quelli di sinistra,anzi di sinistr*

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