Roma, 1 feb – Il vicepremier Matteo Salvini è il primo esponente del governo Lega-M5S a visitare il cantiere della Tav. E lo fa per ribadire forte e chiaro che “l’opera va fatta, perché è utile e fa risparmiare tempo e denaro“.

Il ministro dell’Interno è in Val di Susa, a Chiomonte, per entrare nella galleria e portare la sua solidarietà alle forze dell’ordine. “A occhio si può risparmiare almeno un miliardo di euro“, afferma in merito alla Torino-Lione.

“Mi aspettano? Basta che rispondano alle idee con le idee – ha detto ieri sera Salvini a Porta a Portavado lì a portare la mia solidarietà alle forze dell’ordine, ci sono stati 377 feriti tra le forze dell’ordine, presi a bottigliate, a sprangate da parte dei centri sociali a cui poi ci dedicheremo”.

Un chiaro avvertimento alla scena antagonista di Torino, dove la circolare sugli sgomberi è rimasta finora confinata alle palazzine dell’ex Moi, con la sola eccezione dello sgombero della canonica di Clavière, punto d’appoggio per i gli immigrati, dove non è escluso che Salvini possa fare una “capatina”.

Il messaggio a Di Maio

Comunque il dato poitico è che la visita a Chiomonte serve al leader della Lega per lanciare un messaggio chiaro e forte sull’alta velocità all’alleato di governo M5S. “Sono e rimango convinto che sia più utile farla che non farla. Il progetto si può aggiornare, perché ci sono spese che possono essere eccessive, come la mega stazione di Susa, ma l’Italia non può essere isolata in Europa”.

Inoltre, fa presente Salvini, “ci sono già 25 chilometri scavati sotto la montagna e non si può lasciare l’opera incompiuta“.

Sulla Torino-Lione interviene anche il premier Giuseppe Conte. “Stiamo lavorando e tra poco pubblicheremo le nostre decisioni” spiega il presidente del Consiglio.

La posizione della Francia

E mentre in Francia si aspetta la traduzione dell‘analisi costi-benefici, stamattina il ministro dei Trasporti Elisabeth Borne visiterà il cantiere di Saint Martin La Porte in Maurienne. Con un probabile invito all’Italia a andare avanti.

Sì, perché nonostante l’altro vicepremier, il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio, ieri abbia sostenuto che non va a Chiomonte “perché non c’è nulla da vedere“, il cantiere per la Tav in Francia è già una galleria lunga una decina di chilometri.

Lo scontro nella maggioranza

Lo scontro sulla Tav rischia di spaccare la maggioranza in modo pericoloso. La posizione dei 5 Stelle è di fatto inconciliabile con quella della Lega. Da sempre i pentastellati hanno tra le loro fila esponenti No Tav, che considererebbero un tradimento il proseguimento dei lavori.

“Io non vado a Chiomonte”, attacca Di Maio, “perché ancora non è stato scavato un solo centimetro, cè solo un tunnel geognostico. Per me il cantiere di Chiomonte non è un’incompiuta ma una mai iniziata“.

Dal canto suo, un altro pentastellato, il ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro, si è espresso sul possibile referendum sulla realizzazione dell’opera: “Non siamo affatto contrari, se i cittadini lo chiedono ben venga. Ma è uno strumento che parte dal basso, non può essere calato dall’alto. Con il governo del cambiamento vogliamo rimettere al centro i cittadini”.

Resta infine attendista il ministro dei Trasporti, il 5 Stelle Danilo Toninelli: “Se decideremo di farla è perché farà bene agli italiani“.

Adolfo Spezzaferro

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