Bruxelles, 3 dic – La crisi tra Conte e Di Maio sul Mes è occasione ghiotta per Matteo Salvini, che rilancia: il fondo salva Stati Ue “non è emendabile, è da bloccare punto”. “Torno in Italia oggi pomeriggio perché il clima è frizzantino e al premier non mancheranno le cose da chiarire su tanti fronti e non lo invidio“. Così il leader della Lega nel corso della conferenza stampa oggi a Bruxelles al Parlamento europeo. Sul Mes “qualcuno ha mentito, o ha mentito Conte o Gualtieri o ha mentito il governo italiano o l’Eurogruppo o qualcuno a Roma o qualcuno a Bruxelles”, ripete Salvini. “La nostra posizione è quella dei 5 stelle, il trattato così come è non è accettabile, va visito, ridiscusso, ridisegnato, emendato che è l’esatto contrario di quello che arrivava ieri da Bruxelles dicendo il pacchetto è chiuso – chiarisce il leader della Lega -. Mi sembra che il premier abbia diversi problemi, non lo invidio”.

“I primi a mollare Conte sono quelli che gli stanno vicino”

La parabola Conte” per Salvini è chiara, nel momento in cui “i primi a mollarlo sono quelli che gli stanno vicino”. “Non vediamo il terzo governo inventato nottetempo a tavolino”, aggiunge il segretario federale della Lega, “dopo questo governo ci sono le elezioni”. Per Salvini possono tenersi in primavera, dopo la spallata al Pd (e a ciò che resta del M5S) in Emilia Romagna e Calabria che “qualche campanello a Roma lo farà suonare”.

“Mes non è emendabile, è da bloccare punto”

Sul Mes “noi non abbiamo cambiato posizione rispetto a sette anni, eravamo contro allora siamo contro le modifiche oggi, dal nostro punto di vista il trattato” sul Mes “non è emendabile, è da bloccare punto. Quando parlavo di emendabilità – chiarisce Salvini – riportavo le parole del vice capogruppo dei 5 Stelle Silvestri che esprimeva tutti i suoi dubbi ieri alla Camera. Per noi è una esperienza chiusa, che non è utile né modificare né ripetere“.

Ribadita la posizione sovranista della Lega nel Parlamento Ue

Salvini poi ribadisce che la Lega in Europa è e resta su posizioni sovraniste. Al Parlamento europeo “il gruppo della Lega adesso conta 28 eurodeputati, la nostra collocazione rimane coerentemente per una idea di Europa diversa più vicina al lavoro e alla crescita umana economica e sociale dei popoli e delle donne e degli uomini e siamo contenti perché stiamo contaminando con le nostre proposte di cambiamento anche tutte le altre famiglie politiche. Noi stiamo bene dove stiamo”. In tal senso, il leader del Carroccio ribadisce l’alleanza con i francesi di Rn, guidati da Marine Le Pen.

“E’ sovietico parlare di cordone sanitario”

Infine Salvini punta il dito contro l’establishment Ue. Al Parlamento europeo “non è sano parlare di cordone sanitario. È sovietico. Ritenere che decine di milioni di cittadini europei che hanno espresso liberamente il proprio voto siano degli appestati che vanno isolati sanitariamente è quanto di meno democratico c’è sulla faccia della terra”, è l’attacco a proposito del blocco imposto al suo schieramento da ogni incarico europeo. Secondo Salvini parlare di cordone sanitario “è di una volgarità, di una violenza, di un odio e di una supponenza imbarazzanti. Dovrebbe essere curato qualcuno che parla di cordone sanitario”.

Adolfo Spezzaferro

Commenta