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Roma, 24 lug – Matteo Salvini lancia segnali di distensione dopo aver incassato l’ok del premier Giuseppe Conte alla realizzazione della Tav (bestia nera per gli alleati a 5 Stelle, da sempre contrari): “Ho sempre detto che se il governo fa, il governo va avanti: tra ieri e oggi ci sono stati bei segnali di sblocco“. Così il vicepremier lasciando Palazzo Chigi, dopo la riunione del Cipe. Ma subito dopo assesta un altro colpo al socio di maggioranza: “Il no del M5S alla Tav è contro il buonsenso. Che la Tav sia utile la Lega lo dice da sempre. Che costi di più sospenderla che finirla è evidente. Chi rimane contro la Tav non è contro Salvini ma è contro tout court”, dichiara il ministro dell’Interno. E a proposito del voto in Parlamento, il leader della Lega non pensa che “ci sia lo scambio del mercato: la Tav è fondamentale come la pedemontana e altre infrastrutture. Mi auguro che nessuno dica questi sì per rimandare il voto o far piacere a Salvini”.

“Voto Camere? Contano fatti, da Tap a trivelle e Ilva”

“A me interessano i fatti: la Tap si fa perché l’energia deve costare meno, la Tav si fa perché viaggiare deve costare meno – spiega Salvini -. Ho a cuore il futuro degli operai dell’Ilva e mi rifiuto di pensare alla chiusura degli stabilimenti Ilva. Ho a cuore il fatto che se c’è del petrolio sotto il nostro mare e la nostra terra, si possa estrarre perché ci conviene. A me interessa la sostanza e la sostanza per il momento ci dà ragione quindi avanti così“. Questa la replica del vicepremier a chi gli domanda se un voto parlamentare dei 5 Stelle contro la Tav (molto probabile) renderebbe necessaria una verifica nel governo. “Non entro nel merito di scelte altrui” è il commento a chi gli chiede poi dell’eventuale richiesta di dimissioni del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, pentastellato e No Tav.

Fondi russi: “Conte? Non mi occupo di fantasie”

“Ascolterò Conte dopo aver finito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”, assicura Salvini in merito all’informativa del premier sul caso dei presunti fondi russi alla Lega. “A me interessa che siamo persone libere, non abbiamo chiesto ne preso soldi da nessuno. Il resto è fantasia. Ognuno occupi il suo tempo come vuole ma io occupo di problemi veri: di questo mi occupo, non di spionaggio“. Poi il titolare del Viminale ribadisce: “Sono un uomo libero, siamo un movimento libero, non abbiamo chiesto o ottenuto soldi in giro per mondo”. “Mentre il Pd cerca da settimane rubli che non ci sono, noi lavoriamo. Da Palermo a Cortina passando per Napoli si va avanti, lasciamo che Renzi e la Boschi attacchino Salvini ladro, corrotto e andiamo a lavorare”.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. […] Roma, 26 lug – Anche se si sta facendo di tutto per tenere in piedi questo governo, i rapporti tra Lega e M5S non sembrano comunque ricomposti. Benché tra i leader dei due partiti della maggioranza sia stata firmata una sorta di tregua, infatti, Di Maio continua a frenare su due obiettivi di Salvini: Tav e flat tax. «Per noi la Tav resta un regalo ai francesi», ha affermato a Sky Tg24 il capo pentastellato, secondo cui, con la Torino-Lione, «regaleremo 2,2 miliardi alla Francia dei soldi degli italiani». Di Maio ha dunque ribadito che «il M5S non ha rinnegato l’inutilità della Torino-Lione. Nei prossimi giorni si depositerà l’atto per chiedere il voto in Parlamento. Non lo abbiamo chiesto noi, lo ha chiesto il premier. In Parlamento abbiamo la maggioranza relativa, il 33%, non assoluta. Quello che potremo fare lo faremo». Un altro segnale che non sarà ben recepito da Salvini. […]

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