Roma, 6 feb – Era stato già ferocemente attaccato, e guarda caso dall’Anpi, il cantautore Simone Cristicchi. Reo di aver portato in scena “Magazzino 18“: pièce teatrale che raccontava, con tanto di prove documentali, la verità scomoda ma storica delle persecuzioni titine.

L’esodo istriano, giuliano e dalmata che condannò migliaia di italiani alla fame, alla sete, alla morte. Troppo scorretto parlare di Foibe, troppo scabroso: già quello fu il casus belli che scatenò le ire partigiane, come da copione. Figuriamoci ora, che manca pochissimo al Giorno del ricordo e gli “animi” (per così dire) sono più accesi che mai.

E nel Sanremo cominciato anzitempo a suon di politica e polemica, il coraggioso Cristicchi torna a parlare di Foibe: dalla parte “sbagliata”, perché quella dei “giusti” è più accalcata di un buffet totalmente gratuito.

“Credo – dice il cantautore – che non possa esistere la memoria condivisa nel momento in cui non si riconosce il dolore di un’altra persona. Ognuno ha i suoi dolori, ognuno se li tiene dentro, sono ferite a volte non rimarginabili. La cosa difficile è riuscire a creare una pacificazione quando c’è di mezzo l’ideologia che, purtroppo, in alcuni piccoli ambienti, ancora fa danni. Io credo però che la gran parte dei cittadini italiani riconoscano che quella è stata una vera e propria tragedia“.

Come il tanto bistrattato Povia, spedito non in panchina bensì in tribuna per le sue posizioni troppo politicamente scorrette, così Cristicchi può annoverare numerosi linciaggi nel suo curriculum artistico. Attacchi ai quali ha sempre replicato con assoluta compostezza: “La polemica e gli attacchi di alcuni sedicenti ‘antifascisti’ e ‘difensori della democrazia’ non mi colpiscono più di tanto. Da artista libero sono ormai abituato agli attacchi di chi non vuol vedere i chiaroscuri della Storia“, ha dichiarato replicando all’accusatio della solita Anpi.

In gara a Sanremo con “Abbi cura di me“, il cantautore conferma la sua sensibilità a tematiche sociali ed intimistiche. E ammonisce di rispettare la tragedia delle Foibe. Un bell’esempio di coraggio e integrità morale.

Chiara Soldani

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