Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 7 mar – “Tra Salvini e Di Maio sceglierei Di Maio”. Lo ha detto Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica. Lo scorso mese di novembre disse: “Tra Berlusconi e Di Maio sceglierei Berlusconi”. Svolta a destra prima e grillina ora? Scherzi dell’età? Non proprio.
“Di Maio ha dimostrato un’intelligenza politica notevole, perché di fatto il Movimento è diventato un partito. Lui addirittura ha steso la lista dei ministri e l’ha voluta portare al Quirinale” – ha detto Scalfari a Giovanni Floris che lo intervistava a Di Martedì – “Facendo un’alleanza con il Pd non è che ci sono due partiti, diventa un unico partito, Di Maio è il grande partito della sinistra moderna. Allora la faccenda cambia, se lui diventa la sinistra italiana voterò per questo partito”.
Curioso notare che anni fa lo stesso Scalfari in un suo libro diceva che Gianni Agnelli aveva il massimo disprezzo per i partiti politici e il massimo rispetto per le istituzioni. Il che vuol dire che se nel momento in cui un politico diventa ministro o premier, o è in odore di tale carica, il disprezzo lascia spazio al rispetto. Sembra che il padre di Repubblica stia facendo suo questo pensiero, che non è propriamente di sinistra, ma appartiene all’élite finanziaria, alla quale importa ben poco di tutti ben conscia che il potere finanziario domina su quello politico ma con esso deve interloquire.
Scalfari, da vecchia volpe qual è, in grado di fiutare dove va il potere e per questo si pone come suo interlocutore. Non stupisce che così abbia fatto, più o meno è successo questo anche quando dalle colonne di Repubblica ha cominciato a intrattenere rapporti epistolari con Papa Francesco. Scalfari sembra oggi scommettere sul fatto che il nuovo premier non sarà il leghista Matteo Salvini, bensì il grillino Luigi Di Maio. Solo così si spiega l’endorsement a Silvio Berlusconi avvenuto in concomitanza con il restyling di Repubblica, in crisi di copie vendute. A novembre, quando Scalfari disse di preferire il Cavaliere di Arcore allo steward dello stadio San Paolo di Napoli, probabilmente pensava che Berlusconi tornasse al potere.
Anna Pedri
 

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. Giornalisti cassa di risonanza del potere: vili & servili! E il bello è che non è neppure una vecchia volpe… E solo vecchio! Gioca a fare il profeta sparando pronostici a casaccio… Così, se ci prende, per i lettori della sua “UNITA’!” malamente camuffata da “foglio per un'”elite” di lettori informati & acculturati”, sarà un genio delle previsioni politiche. E se sbaglia, tanto il volgo dimentica in fretta. E, infine, a chiunque vinca fa sempre comodo e piacere un lacche’ acquisibile a poco prezzo, o uno zerbino, anche se frusto, su cui smerdare le suole…..

  2. dal sito “www.maurizioblondet.it” consiglio una lettura molto interessante dal titolo; E COSI’ E’ NATA LA “LEGA SUD”?
    L’articolo chiarisce come il m5s sia un partito del sud populista ma non sovranista che è ideale per la mentalità statalista del sud che si aspetta aiuti dallo stato non potendo uscire da una situazione di de-industrializzazione avvenuta dall’ unita d’Italia in poi.La cosa grave è che i soldi per i 780 euro di reddito di cittadinanza verranno dal centro- nord e dalla svendita delle ultime aziende pubbliche alle elites usocratiche straniere!
    PS; le ultime 3 righe sono commenti personali

  3. Già da Di Maio non comprerei nemmeno un ghiacciolo, ma ora che Scalfari il pro oligarchie(detto da lui) lo promuove sento anche un leggero rigurgito!

Commenta