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Roma, 26 giu – E’ ufficiale: la scuola riaprirà il 14 settembre. Tutti in classe quindi, secondo le linee guida dagli enti locali ne corso della conferenza Stato-Regioni, che si è conclusa con un accordo (a sorpresa) tra le parti: sì ai turni e agli ingressi scaglionati in classe. Previsto il “coinvolgimento dei dirigenti scolastici” per risolvere “le criticità” delle varie strutture territoriali. Tutti d’accordo, quindi, sulle regole per il nuovo Piano scuola 2020-2021, tranne la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha infatti dichiarato che “non daremo l’intesa, non diremo che siamo d’accordo con le misure che saranno prese perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre (per le regionali, ndr) e non è stato definito l’organico dei docenti”.

Distanza di sicurezza di un metro. Mascherina solo in base a quadro epidemiologico

“Il distanziamento fisico“, inteso come un metro di distanza fra gli agli alunni (in verità da bocca a bocca), “rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione”, si legge nella bozza finale del documento. Nel piano Scuola 2020-2021 inoltre si legge che “il Comitato tecnico scientifico, almeno due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico, aggiornerà, in considerazione del mutato quadro epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per gli alunni e per gli insegnanti all’interno dell’aula, e/o negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni”. Inoltre si prevede l’istituzione di “conferenze dei servizi, su iniziativa dell’ente locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze”. “Lo scopo – si legge nel documento – sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi”. Insomma, resta compito degli enti locali trovare accordi per ripartire in sicurezza in classe, nel rispetto dei protocolli anti coronavirus.

Azzolina: “Risultato importante ma serve il miliardo in più che ho chiesto”

Esulta, dopo esser stata bersagliata dalle durissime critiche dei presidi, dei sindacati, dei genitori degli studenti e dall’opposizione per delle linee guide che non danno alcuna indicazione operativa, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Dopo aver messo le mani avanti, sostenendo che molte criticità emerse dal piano Scuola non dipendevano da lei, ora commenta: “Lavoro complesso ma realizzato tutti insieme. Fatta buona politica per il bene della scuola. Risultato importante“. Poi la grillina ribadisce che sarà “necessario il miliardo in più per la scuola che ho chiesto” (dopo essere stata accusata di aver fatto scaricabarile senza stanziare le risorse necessarie per riaprire le aule a settembre).

Bonaccini: “Determinante ruolo delle Regioni”

Soddisfatto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, il governatore emiliano Stefano Bonaccini, molto critico fino all’ultimo – aveva definito le prime proposte del governo giallofucsia “irricevibili”: “Ringrazio la ministra Azzolina per aver chiesto il miliardo aggiuntivo per settembre. Sono linee condivise, è un bel risultato”, commenta il governatore dem, definendo “determinante il ruolo delle Regioni” nel raggiungimento dell’accordo.

Speranza: “Primo importante passo avanti”

Dal canto suo il ministro della Salute Roberto Speranza parla di “un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali. E’ essenziale investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. E’ un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito”.

Adolfo Spezzaferro

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