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Roma, 21 ago – Il 14 settembre si avvicina ma sul fronte della riapertura delle scuole la situazione regna ancora il caos: non esistono protocolli chiari su come rientrare in aula in sicurezza; ministero dell’Istruzione, Comitato tecnico scientifico e Istituto superiore di sanità spesso si contraddicono su come intervenire in caso di contagi in aula e non solo (dalle mascherine ai banchi, non c’è ancora nulla di chiaro né un piano operativo). In un quadro di totale confusione, mentre l’opposizione denuncia giorno per giorno l’inadeguatezza del governo giallofucsia sul rientro in classe dei nostri figli, il ministro Lucia Azzolina, come se non bastasse, cerca di dare la colpa ai sindacati (scatenando le ire dell’alleato dem, peraltro), dicendo che “remano contro rispetto alla riapertura”. Immediata la replica di Cgil, Cisl e Uil: “Le responsabilità del ministero” su ritardi e caos “sono evidenti”.

Cisl: “Evidente da mesi superficialità ministero”

“C’è chi rema per portare la nave in porto e lo fa con altissimo senso di responsabilità, capendo anche di correre molti rischi, c’è chi invece lavora solo per l’apparire: ma in mare i tanti Schettino non hanno fatto il bene del loro armatore”, dice all’AdnKronos Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, rispondendo alle accuse di sabotaggio da parte della Azzolina. “La superficialità con la quale è stato affrontato un tema così importante come la riapertura della scuola, l’assunzione del personale e la gestione delle politiche scolastiche, è evidente da mesi“, è l’accusa della Gissi. “E’ arrivato il momento di parlare di scuola in modo serio, andando oltre le proprie personali esperienze; un ministero che si rispetti deve essere in grado di rappresentare i 10 milioni di componenti a livello istituzionale e non sulla base di ideologie politiche o esperienze personali pregresse”.

Cgil: “Governo si è mosso con grave ritardo”

Sulla stessa linea anche Francesco Sinopoli, segretario generale Cgil Scuola, che sempre all’AdnKronos fa presente che il “tentativo disperato ed imbarazzante” della Azzolina “di attribuire le responsabilità sui problemi dell’apertura dell’anno scolastico al sindacato, è smentito dai fatti. Il governo si è mosso con grave ritardo. Le responsabilità del ministero dell’Istruzione sono evidenti: le risorse stanziate sono insufficienti, non sono arrivate per tempo, c’è purtroppo una grave mancanza di coordinamento tra i vari attori istituzionali, pensiamo al problema del trasporto non risolto o la mancanza di organico. Quindi credo che questa accusa gratuita si rivelerà un boomerang per la ministra”, fa presente Sinopoli. In merito “al concorso per titoli ai precari”, il sindacalista attacca ancora il ministro: “Avevamo detto con chiarezza che a settembre ci saremmo trovati con migliaia di cattedre scoperte, cosa che sta puntualmente avvenendo”. Insomma, conclude Sinopoli, “l’impressione che traiamo da questa uscita della ministra è appunto quella di liberarsi di responsabilità che sono integralmente sue e del governo. Ci auguriamo che la ministra smentisca queste accuse gratuite”.

Uil: “Azzolina si costruisce ruolo di vittima sacrificale”

“Mentre i nodi arrivano al pettine, assistiamo ad una reazione scomposta del ministro dell’Istruzione, che con il ricorso ad una serie infinita di luoghi comuni e stereotipi – le donne, il sessismo, la resistenza al cambiamento, il sindacato cattivo – si costruisce un ruolo di vittima sacrificale alla vigilia di una apertura della scuola che come un mantra ripete ossessivamente (chissà se ci crede anche lei)”. Cosi’ in una nota, il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, condanna la “fuffa” della Azzolina e il tentativo di accollare le responsabilità ai sindacati.

L’attacco del Pd alla grillina: “Scaricabarile grottesco”

Anche tra le fila della maggioranza, le parole della grillina hanno scatenato la dura reazione del Pd. “L’intervista della ministra Azzolina che accusa di ‘sabotaggio’ i sindacati è assolutamente sconcertante. Un tentativo di scaricabarile grottesco e fuori dalla realtà“, fa presente Francesco Verducci, vicepresidente dem della commissione Cultura e Istruzione del Senato. “Qui si soffia sul fuoco della tensione sociale su un fronte delicatissimo come quello della scuola – è l’accusa -. E’ grave e sbagliato questo atteggiamento. Mancano troppe certezze sulla riapertura, e questa responsabilità è innanzitutto del ritardo del ministero e dall’aver per troppo tempo ignorato il dialogo con le parti sociali”. Insomma, a sentire i dem è tutta colpa degli alleati a 5 Stelle.

Renzi ora si riscopre paciere: “Stop polemiche, aiutiamo tutti il governo”

Per Matteo Renzi, nella inedita veste di paciere, invece è fondamentale che tutti collaborino ad aiutare il governo a riuscire nell’impresa di riaprire le scuole in sicurezza: “Non è un fatto tecnico: è la prima scelta di una comunità degna di questo nome”, dice convinto il leader di Italia Viva. “La didattica a distanza non basta, non basta, non basta. Bisogna che i ragazzi tornino a scuola, con i test sierologici, con tutte le verifiche ma a scuola! Penso che sia il momento di stoppare le polemiche e dare tutti una mano al governo perché l’obiettivo sia raggiunto”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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