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Roma, 15 ott – Andare a scuola è sicuro, numeri alla mano. I rischi di contrarre il coronavirus a quanto pare sono più bassi che altrove. La riapertura delle scuole non ha scatenato nuovi focolai e picchi di contagi, con buona pace dei catastrofisti. Segno che i protocolli di sicurezza su distanziamento, orari di ingresso e uscita scaglionati, utilizzo della mascherina quando non si è al banco hanno funzionato (o che magari il virus è un po’ meno infettivo).

Contagiato lo 0,080% degli studenti

Il ministero dell’Istruzione infatti comunica che, alla data del 10 ottobre, gli studenti contagiati sono soltanto lo 0,080% (5.793 casi di positività), per il personale docente la percentuale sale un po’, allo 0,133% del totale (1.020 casi), per il personale non docente si parla invece dello 0,139% (283 casi). I dati del monitoraggio, condotto dal dicastero con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono stati condivisi con l’Istituto superiore di sanità.

Brusaferro (Iss): “Trasmissione a scuola limitata a quella in comunità”

Numeri che non possono che tranquillizzare chi temeva che il ritorno sui banchi avrebbe scatenato una nuova ondata epidemica. “I dati odierni confermano che la trasmissione del virus a scuola è limitata rispetto a quella che avviene in comunità, perciò è ancor più importante monitorare e rispettare le regole anche al di fuori del mondo scolastico”, commenta su Twitter il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro.

Bonaccini: “Se contagi aumentano dilatare orari scuola su tutta la giornata”

I dati sui contagi a scuola spazzano via ogni dubbio sull’ipotesi avanzata da alcuni governatori di tornare alla didattica a distanza per evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici. Posto che l’importanza di seguire le lezioni in classe è prioritaria rispetto agli altri problemi logistici, un dato è certo: la scuola non è rischiosa, a maggior ragione va tenuta aperta. “Se la curva dei contagi aumenta e ci fosse la necessità di prendere ulteriori provvedimenti, piuttosto che lasciare a casa i ragazzi, visto che la gran parte del Paese chiede di continuare la scuola in presenza, si potrebbero dilatare gli orari su tutta la giornata“, suggerisce il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, rilanciando la proposta degli ingressi scaglionati nelle scuole per ovviare al problema del sovraffollamento sui mezzi pubblici. “La decisione spetta al governo – fa presente il governatore dem a L’aria che tira su La7 – e magari il governo provi a condividerla con le Regioni”. Il problema di fondo è che andrebbe potenziato il trasporto locale. “Noi di autobus qui non ne abbiamo più. Abbiamo aggiunto centinaia di corse quotidiane, quindi, o qualcuno ci fa arrivare altri autobus che non abbiamo, oppure facciamo fatica”, conclude il presidente della Conferenza delle Regioni.

Adolfo Spezzaferro

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