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Roma, 8 mag –  “Decideremo in base a quello che dirà Bonafede, in base agli accordi politici e a cosa dirà il governo”, così Matteo Renzi non esclude che Italia viva voterà insieme alle opposizioni contro il ministro grillino della Giustizia. “Ha fatto cacciare il capo del Dap, noi uno del genere non lo avremmo mai nominato. La mozione di sfiducia ancora non è stata presentata. Come voteremo lo decideremo quando sarà  presentata. Bonafede ha chiesto di essere sentito in Aula, fa bene. Per noi c’è un vincolo di appartenenza politica, abbiamo criticato Bonafede” ma “facciamo parte di questa maggioranza”, chiarisce l’ex premier ai microfoni di Radio anch’io su Radio1.

La mozione di sfiducia del centrodestra e i mal di pancia a sinistra

Insomma, nessun rifiuto a priori nei confronti dell’iniziativa del centrodestra – una mozione di sfiducia al Senato per “evidente incapacità ed inadeguatezza” -, un po’ perché Renzi da quando il suo partitino è nella maggioranza giallofucsia si è ritagliato questo ruolo di opposizione interna per raccattare consensi tra nel centrosinistra Conte-scettico; un po’ perché oggettivamente il Guardasigilli è a rischio, per una condotta inqualificabile e una incompetenza cialtronesca. Bonafede l’ha fatta talmente grossa – scarcerando i boss mafiosi per via dell’emergenza coronavirus – che non è sfuggita neanche a Repubblica, che oggi lo attacca in prima pagina (segno che anche a sinistra ci sono mal di pancia per il pentastellato). Per non parlare della correlazione possibile e insinuata dai detrattori del ministro grillino con le rivolte nelle carceri magicamente sedate.

Le accuse del magistrato Di Matteo

Ma sulla testa del ministro grillino aleggiano anche le rivelazioni del magistrato Nino Di Matteo, secondo il quale due anni Bonafede gli avrebbe negato una promozione dopo le lamentele di alcuni boss mafiosi. E se i grillini corrono in difesa del loro incompetente e ormai impresentabile ministro, da loro definito “scomodo”, il centrodestra guarda proprio a Renzi. Dopo l’invito della Meloni a un “sussulto di dignità” del Parlamento, arriva anche quello di Salvini: “Conto che anche dentro la maggioranza ci sia qualcuno che si sta ponendo le stesse domande. Perché non è una questione di destra o di sinistra: sono usciti dei delinquenti che dovrebbero stare in carcere a vita senza una motivazione plausibile e altri ne usciranno. Sono contento che si offra agli italiani la possibilità di andare oltre perché si è portata fin troppa pazienza”.

Renzi ago della bilancia

Il problema è che il leader di Iv potrebbe sfruttare la mozione di sfiducia per ricattare il M5S sul fronte della maxisanatoria degli immigrati irregolari chiesta dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. I 5 Stelle sono contrari. Ma potrebbero cambiare idea, se i renziani al Senato non votassero la sfiducia per Bonafede. In tal modo, per il centrodestra (e per gli italiani) la sconfitta sarebbe doppia: un pericoloso incompetente resterebbe sulla poltrona di un dicastero delicato come quello della Giustizia; i giallofucsia metterebbero in regola migliaia di clandestini.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. […] Non è questione di riequilibri nella maggioranza ma il “peso” dei suoi senatori Renzi sulla bilancia lo mette eccome. “Se dovessi chiedere più poltrone sulla base dei nostri numeri, ne dovrei chiedere decine. Al Senato abbiamo la metà dei senatori del Pd, 17 contro 35, eppure al governo i nostri sono solo tre, cioè un decimo rispetto ai dem. Ma in questa fase chissenefrega delle poltrone. Del riequilibrio non mi importa nulla”, assicura il leader di Iv. E questo significa che punta ad altro. Ecco perché nel centrodestra lo accusano di voler barattare il no alla mozione di sfiducia contro il ministro grillino della Giustizia Bonafede con il sì dei 5 Stelle alla maxisanatoria degli immigrati irregolari chiesta dal ministro dell’Agricoltura, la renziana Bellanova. Ipotesi che in verità non esclude neanche il Primato Nazionale. […]

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