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Siri, aperta inchiesta su acquisto palazzina. Il leghista: “Tutto regolare”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 6 mag – La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sull’acquisto da parte del sottosegretario Armando Siri di un immobile a Bresso, alle porte di Milano, attraverso un mutuo di 583 mila euro acceso con una banca di San Marino. La vicenda, anticipata dal programma Report, riguarda le indagini, al momento senza ipotesi di reato né indagati, sull’acquisto di una palazzina attraverso un mutuo senza ipoteca.

L’inchiesta

Il notaio che ha effettuato il rogito ha segnalato l’operazione sospetta all’Uif di Banca d’Italia sollevando sospetti sulla provenienza del denaro (riciclaggio). Il senatore leghista avrebbe intestato la proprietà – costituita da sette appartamenti, un negozio, un laboratorio e alcune cantine – alla figlia ma il denaro, come scritto nell’atto, sarebbe stato messo a disposizione dal padre, a titolo di liberalità, pertanto non soggetto all’imposta di donazione. Ma attenzione, in separata sede la giovane avrebbe firmato una procura irrevocabile al padre a vendere l’immobile a se stesso o a terzi. L’inchiesta è stata affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, che coordina il pool che si occupa di reati finanziari commessi in ambito internazionale.

Siri: “Nessuna irregolarità nell’acquisto”

Un’accusa che però Siri respinge sostenendo l’assoluta correttezza dell’acquisto. “Procedura regolare e trasparente nel rispetto di tutte le norme vigenti, comprese quelle dell’anti riciclaggio”. Secondo il sottosegretario leghista, quella fatta dal notaio è “la normale compilazione dei moduli che tutti i notai sono tenuti a redigere“. “I fondi sono frutto di un regolare mutuo erogato nel pieno rispetto di tutte le norme bancarie”, ha, infine, Siri promettendo che “anche i dettagli di questa operazione saranno spontaneamente forniti all’autorità giudiziaria qualora ritenuti di interesse”.

M5S all’attacco: “Siri va rimosso, getta ombre sul governo”

La cosa più importante è rimuovere questo sottosegretario che getta ombre sul governo“, dice il vicepremier Luigi Di Maio intervistato dal Gr1. “Vado in Consiglio dei ministri assolutamente tranquillo“, dice invece l’altro vicepremier, Matteo Salvini, ai cronisti. “Sto aggiornando l’agenda su immigrazione e mafia, di questo mi occupo. Dopo mercoledì vengono giovedì, venerdì e sabato e per me non è un problema, continuo a ritenere che in un Paese civile i processi si fanno in tribunale e se uno è colpevole si viene condannati da un giudice, non da un giornale”.

Adolfo Spezzaferro

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Cesare 6 Maggio 2019 - 5:09

Siccome Siri è a favore dell’ autonomia dello stato dalla moneta privata prodotta a costo zero ed esentasse dai poteri occulti banchieri stranieri.Vuole la la produzione di minibot da parte dello stato esenti da usura e quindi ogni scusa è buona per attaccarlo e denigrarlo.Chi pensa al popolo italiano e si mette contro gli usurai è sempre a rischio come successe anche a Mussolini, che appena nazionalizzo’ la banca d’Italia e fece le banche di interesse nazionale, subi’ le sanzioni del 1936 che avevano come scusa la conquista dell’Etiopia ma erano dovute alla riconquista della moneta da parte dello stato

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