Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 apr – L’annuncio di Giuseppe Conte è di ieri, nel tardo pomeriggio: “A conclusione di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell’aprile 2016”.

“Rientrerà in Italia”

Ha continuato così Giuseppe Conte: “Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora rientrerà in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre istituzioni e, in particolare, dell’Aise: a loro il mio più vivo e sentito ringraziamento”. La sorella si dice “Troppo felice”, scoppiando in lacrime. E dichiara: “Sono contenta. Però non so niente di più. Adesso lo aspetto”, ha detto la sorella Zanotti all’annuncio della liberazione del fratello: “Sono troppo felice” ha commentato in lacrime. Era l’aprile del 2016 l’uomo era partito per la Turchia, in una zona vicinissima al confine siriano. Da lì non si erano più avute sue notizie e i familiari hanno proceduto ad allertare le autorità.

I video del rapimento

L’Unità di Crisi della Farnesina in coordinamento con le Agenzie di Intelligence e Sicurezza, il Ros dei Carabinieri e l’autorità giudiziaria si era immediatamente messa in moto. Nel maggio del 2017, Zanotti era stato protagonista di un breve video, reso pubblico dai rapitori stessi. L’imprenditore bresciano è stato rapito in Siria da milizie legate ad al Qaeda.  “Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il secondo richiamo che mi lasciano fare”, diceva nel video.

Qualche mese prima un video di simile tenore, era stato diffuso dal sito ucraino filo-russo News-Front. Zanotti nel filmato era in ginocchio  all’aperto: alle spalle un uomo vestito di nero ed incappucciato, armato di fucile. Il cinquantanovenne bresciano affermata in tale video di essere prigioniero in Siria “da sette mesi”. Chiedeva l’aiuto del governo italiano per evitare la sua “eventuale esecuzione”.

Arrivato a Ciampino nella notte

Zanotti è arrivato alle 23 a Ciampino. Il pm Sergio Colaiocco lo sentirà presso la caserma dei Ros, in quanto sulla vicenda era aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

Le ragioni per cui Zanotti era partito nell’aprile del 2016 erano “imprecisate ragioni di lavoro”. Il soggiorno doveva durare  pochi giorni. Tra le ipotesi, quella che il viaggio in Turchia fosse organizzato per reperire soldi per un debito che aveva accumulato.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta