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Pesaro, 12 dic – Negare una sala pubblica a un disabile, prendersi gli insulti sui social network e diventare un piccolo Saviano a cui viene assegnata la scorta a causa delle “minacce” dei nemici della democrazia. Ai tempi dell’antifascismo surreale può succedere di tutto e la vicenda grottesca di Matteo Ricci, sindaco Pd di Pesaro non fa eccezione. La storia è questa: Claudio Palmulli, un militante di CasaPound costretto su una carrozzina doveva presentare il suo libro in una sala pubblica. Matteo Ricci pensa bene a una settimana dall’evento di negargliela in nome dell’antifascismo, nonostante il libro parlasse della storia di Palmulli come atleta disabile col sogno di correre la maratona di New York, non della restaurazione del regime mussoliniano. La decisione meschina di Ricci genera insulti sui social network, dove due-tre utenti gli augurano la morte. 



Come un Boldrini di periferia Ricci pensa bene di sfruttare questi commenti fine a se stessi di un paio di “haters” (nessuno dei quali militante di CasaPound) per passare per vittima, cercando di recuperare a livello di immagine dopo aver discriminato un disabile. “Io continuo a difendere la costituzione italiana. Chiedo inoltre allo stato di risolvere l’ambiguità giuridica di movimenti neo fascisti che si nascondono dietro statuti fasulli che non corrispondono alla realtà”, scrive Ricci su Facebook. L’unico fatto reale in questa storia è che un sindaco del Pd ha negato una sala ad un disabile perché colpevole di essere anche un militante di CasaPound. Poi c’è la fantasia, in cui un paio di commenti stupidi su Facebook diventano una “reale minaccia di morte” e dove un atto discriminatorio si trasforma nella “difesa della democrazia dal fascismo incombente”.

Viviamo però in un’epoca dove la realtà non va tanto di moda e così finisce che i deliri del sindaco vengano avallati dal Ministero dell’Interno, che ritiene opportuno spendere i soldi dei cittadini italiani per garantire una scorta ad un personaggio che non ne ha assolutamente bisogno. Nel frattempo Matteo Ricci prosegue nella sua battaglia oscurantista, prima tentando senza successo di far approvare “con urgenza” dal Consiglio Comunale di Pesaro un ordine del giorno che “impegna il Comune a non concedere spazi alle organizzazioni che inneggiano al fascismo e al nazismo”, poi insultando in una intervista al Resto del Carlino, lo stesso Claudio Palmulli. 

Al giornalista che gli faceva notare come “Dire a no a CasaPound è una cosa, negare uno spazio ad una persona invalida che presenta un libro è un’altra”, Matteo Ricci risponde così: “Il ragazzo che ha scritto il libro non c’entra nulla. E’ uno strumento inconsapevole o meno ma strumento di quelle brave persone che qualche giorno fa volevano rievocare la marcia su Roma. Anzi quel ragazzo in carrozzina dimostra la vigliaccheria di chi lo manda avanti”. Parole che testimoniano il pregiudizio e l’ignoranza del sindaco Pd di Pesaro, per il quale una persona su una carrozzina è anche incapace di intendere e di volere.

Davide Romano

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6 Commenti

  1. al di là della tristezza che generano i portatori del politicamente corretto a sinistra,convinti come bambini alla recita di natale in famiglia, di incassare automaticamente l’applauso di nonni e genitori, rimane sempre singolare chi -come investito da potere divino- si arroga il diritto di decidere se una formazione politica è NEONAZISTA (ha detto così in TV) “anche se lo statuto afferma il contrario”.

    inutile dire che, per chi ha qualche capello bianco e seguiva purtroppo in diretta televisiva le uccisioni di politici,giornalisti e magistrati nel terrorismo anni ’70- sentire parlare di SCORTA ad un Rizzi,Ricci qualsiasi è un qualcosa che offende profondamente il buon senso,oltre che alla dignità di chi professionalmente si troverà impiegato in quella ridicola missione.

  2. Questo ce lo propinano in ogni dove: alle TV, alle radio, ecc. È la faccia rassicurante della sinistra attuale, che ci vuole inculcare i concetti “progressisti” di sempre ma con surplus di moralismo e di ipocrisia. Ricci ce lo dice con garbo, ma chi dissente da lui non è un portatore di un’idea diversa ma è uno che è nell’errore e va “rettificato”, per loro la diversità non esiste, esiste solo il loro pensiero e dobbiamo adeguarci…

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