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Roma, 17 feb – Mentre il Senato si appresta a votare la fiducia al governo Draghi, si scatena il totonomi per i sottosegretari, che saranno ripartiti tra i vari partiti della variopinta maggioranza. In tutto sono 36 le deleghe da assegnare. I giallofucsia redivivi – si sono federati in un intergruppo in Parlamento – dal canto loro proveranno a riconfermare i nomi del Conte bis. Anche se il segretario del Pd Zingaretti non potrà fare a meno di dare la precedenza alle donne, vista la bagarre scoppiata sull’assenza di ministre dem. Poi ci saranno le poltrone per le new entry Lega e Forza Italia. Intanto, la prossima settimana arriverà un decreto che ridefinisce le regole tra i vari ministeri.

Sottosegretari: le quote per partito in base al consueto manuale Cencelli

Per il premier Draghi, la ripartizione delle poltrone sarà guidata dal manuale Cencelli anche questa volta. Sono dunque 12-13 i sottosegretari da assegnare al M5S, 7 ciascuno invece a Pd, Lega e Forza Italia, un paio a Italia Viva, 3 o 4 fra Centro democratico, +Europa, Azione, Udc, Maie e Autonomie. A quanto pare quindi non ci saranno tecnici.

Totonomi, le poltrone per i 5 Stelle

Veniamo al totonomi. I 5 Stelle spingono affinché Laura Castelli resti al ministero dell’Economia, mentre il Pd punta su Antonio Misiani e Maria Cecilia Guerra. Per il Viminale la Lega è in pressing con le candidature di Nicola Molteni e Stefano Candiani, ma Pd-M5S-LeU provano a resistere riproponendo Mauro MauriVito Crimi e Carlo Sibilia come vice di Luciana Lamorgese. Per il capo politico del M5S, però, potrebbe esserci anche una poltrona al ministero della Giustizia. Sebbene per Largo Arenula sia lanciatissima anche la candidatura della grillina Federica Dieni, avvocato e attuale capogruppo in Copasir. Sempre sul fronte dei 5 Stelle, Stefano Buffagni è in pole position sia per lo Sviluppo economico che per la Transizione ecologica, così come l’ex vice di Speranza Pierpaolo Sileri resta in pista proprio per la Salute.

Donne del Pd, a loro tutte le nomine in ballo?

Per quanto riguarda il Pd, alle prese con la rivolta delle donne, cercano la conferma, ma non tutte la otterranno, Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), Marina Sereni (Esteri), Alessia Morani (Mise), Francesca Puglisi (Lavoro), Lorenza Bonaccorsi (Cultura) e Sandra Zampa alla Salute. Anche Marianna Madia, però, potrebbe entrare al fianco di Colao all’Innovazione tecnologica, così come Roberta Pinotti alla Difesa.

Ma in lizza ci sono anche Italia Viva e LeU

Azione di Calenda e +Europa della Bonino sono in lizza per un posto da sottosegretario: a contenderselo sono Matteo Richetti (Mise) e Riccardo Magi (Cultura). Stesso discorso per Leu, che spera ancora di incassare due poltrone: Francesco Laforgia ai Rapporti con il Parlamento e Rossella Muroni alla Transizione ecologica. Se così fosse, LeU sfilerebbe una poltrona ad Italia Viva, che deve scegliere tra Ettore Rosato (Difesa) e Maria Elena Boschi (Esteri), con l’attuale vice presidente della Camera in leggero vantaggio sulla collega. Ma nel partito di Renzi resiste anche la candidatura di Gennaro Migliore alla Giustizia. Nonché si parla del responsabile economico Luigi Marattin come sottosegretario al Mef.

Centrodestra, ecco i papabili di Forza Italia

Veniamo al centrodestra, dove Forza Italia spera nella nomina di Valentino Valentini agli Esteri e Francesco Paolo Sisto alla Giustizia. Francesco Battistoni potrebbe essere destinato all’Agricoltura e Andrea Mandelli alla Salute, ma anche lo Sport fa gola ai berlusconiani.

La Lega punta a caselle di peso

La Lega prova a far rientrare Edoardo Rixi al ministero dei Trasporti e Massimo Bitonci a quello per lo Sviluppo economico. Ma anche Stefano Candiani al Viminale e di Giulia Bongiorno ovviamente alla Giustizia. Il Carroccio potrebbe poi ottenere anche Pasquale Pepe al Sud e Lucia Borgonzoni ai Beni culturali. Restano poi da definire la Difesa, dove Angelo Tofalo (M5S) potrebbe tornare al fianco del ministro Guerini (Pd), della Salute, dove potrebbe approdare Gian Marco Centinaio (Lega) e delle Infrastrutture e trasporti, dove potrebbe rimanere il grillino Gian Carlo Cancelleri. Per l’Editoria, invece, potrebbe essere confermato il dem Andrea Martella. Infine, per la squadra del Pd restano valide le candidature di Marina Sereni (Esteri), Anna Ascani (Istruzione), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento).

In arrivo il decreto per trasferire personale e competenze tra i dicasteri

Fermo restando che alla fine deciderà Draghi, è in arrivo un decreto per trasferire personale e competenze da un ministero a un altro in base al nuovo assetto dell’esecutivo. Ciò che appare certo, allo stato attuale, è il trasloco delle deleghe sull’energia dal Mise al nuovo ministero della Transizione ecologica. Il nuovo dicastero inoltre dovrebbe ricevere dal ministero dei Trasporti anche risorse e uomini legati alla mobilità sostenibile. E il trasferimento delle Comunicazioni da parte del Mise al ministero della Transizione digitale.

Adolfo Spezzaferro

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