Roma, 15 giu – Il sindaco di Roma Virginia Raggi è stata convocata in procura come testimone nell’inchiesta sulla costruzione dello stadio che ha portato in carcere anche l’immobiliarista Luca Parnasi. I magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo vogliono accertare che cosa sia accaduto durante le trattative per i lavori e accertare i suoi rapporti reali con Luca Lanzalone (l’ormai ex presidente di Acea) visto che secondo il giudice era lui il vero referente per il progetto. Nel suo interrogatorio l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini ha detto che “il vero assessore allo Stadio era Lanzalone”. Come è noto, l’avvocato ora ai domiciliari è stato affiancato alla Raggi per decisione dei vertici del M5S.
L’As Roma è preoccupata per la realizzazione dei lavori. Ieri il vicepremier Luigi Di Maio ha detto che “se è tutto a posto, il progetto andrà avanti, ma questo ce lo devono dire le autorità”. Ed ha aggiunto: “Sono contento che la procura di Roma abbia detto chiaramente che la sindaca Raggi non c’entra niente. Quel che stiamo leggendo ci dispiace ma l’importante è come reagisce una forza politica in questi casi. Noi abbiamo dimostrato che chi sbaglia paga. Abbiamo chiesto le dimissioni del presidente dell’Acea, che sono arrivate e che sono il minimo sindacale, e abbiamo apprezzato che si sia autosospeso Paolo Ferrara” (ex capogruppo M5S in Campidoglio, che però resta consigliere).
Dello stesso avviso la Raggi, che ieri sera ha parlato a Porta a Porta: “Che fine farà il progetto dello stadio della Roma? Non lo sappiamo. Se sarà tutto regolare, e a oggi la procura ci dice che gli atti della procedura sembrano regolari e validi, ci riserviamo un approfondimento ulteriore, poi se non ci sono irregolarità a mio avviso si potrà andare avanti”.

Intanto è finito nei guai anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò che, in un decreto di intercettazione vistato dal pm in via d’urgenza lo scorso 25 maggio, risulta iscritto al registro degli indagati della procura di Roma. L’indagine della pm Barbara Zuin e dell’aggiunto Paolo Ielo ipotizza che Malagò avrebbe ottenuto “utilità” da Parnasi in cambio di un atteggiamento favorevole riguardo al progetto del nuovo stadio della Roma.
Queste “utilità”, secondo l’accusa, sono consistite nell’aver procurato un’occasione di migliorare la propria situazione professionale al compagno della figlia Ludovica, tale Gregorio. Agli atti c’è un incontro tra Parnasi, Malagò e Gregorio avvenuto al circolo Aniene l’11 marzo scorso. I due si incontrano all’Aniene e Malagò annuncia subito: “Dopo arriva Gregorio (il fidanzato della figlia, ndr), te lo volevo presentare. Se giù si fa qualcosa sono contento! Se non si fa, problemi per me non esistono!”.
Ebbene il 23 marzo alla sede di Eurnova di Parnasi si presenta Gregorio. Il costruttore gli chiede se sia intenzionato a trasferirsi a Roma a parità di stipendio (4,5 mila euro al mese) e lui gli risponde di sì. Negli atti è ricostruito come pochi mesi prima, nel novembre 2017, il Coni abbia improvvisamente cambiato opinione – da “non conforme” a “conforme” – circa il progetto dello stadio della Roma in merito a una questione di parcheggio dello stadio.

Oggi gli interrogatori di garanzia per le nove persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sulla realizzazione del nuovo stadio di Tor di Valle. Parnasi, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano, sarebbe intenzionato ad avvalersi della facoltà di non rispondere.

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