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Roma, 13 lug – Il governo giallofucsia potrebbe prorogare lo stato di emergenza sanitaria (in scadenza il 31 luglio) soltanto fino al 31 ottobre e non fino alla fine dell’anno come ipotizzato inizialmente. La possibilità di una proroga emersa in questi giorni ha scatenato l’ira dell’opposizione. Ma la volontà del premier Giuseppe Conte di conservare i pieni poteri per il resto del 2020, bypassando il Parlamento a colpi di Dpcm, è stata bocciata duramente sia da fior fiore di giuristi che da esperti e virologi. In sostanza – fanno presente opposizione, giuristi e virologi – l’emergenza coronavirus è rientrata: i dati parlano chiaro. Ecco perché è inconcepibile continuare a sospendere la Costituzione e la democrazia parlamentare.

Conte e la solita scusa del ritorno del virus

Dal canto suo, Conte assicura che la proroga non è per continuare a fare come gli pare ma “per farsi trovare pronti in caso di recrudescenze del virus. Non possiamo farci trovare impreparati in caso di nuove emergenze“. Insomma, la scusa è sempre quella: il coronavirus. Ma una decisione del genere – prorogare lo stato di emergenza – semmai dovesse essere presa avrebbe effetti devastanti per il Paese. Per l’economia tutta e nello specifico per il turismo (resteremmo gli unici in Europa ancora in stato di emergenza: di certo non una buona pubblicità).

I virologi smentiscono il premier

Tra gli esperti assolutamente contrari ci sono Alberto Zangrillo, primario di anestesia e terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ribadisce che la malattia Covid-9 è “uniformemente scomparsa nel contesto nazionale”. Dello stesso parere anche il virologo Massimo Clementi, che avverte: “Proroga dello stato di emergenza? Abbiamo capito bene? Io scenderò in piazza, lo dichiaro sin d’ora“. Si tratta di una “incredibile forzatura”, fa presente l’esperto, condannando i media che contribuiscono ad alimentare una paura ingiustificata visto lo stato attuale dell’epidemia. Anche l’infettivologo Matteo Bassetti – direttore della clinica Malattie Infettive dell’Ospedale di San Martino – all’Agi sottolinea che l’Italia sta dando un’impressione sbagliata al mondo perché l’emergenza ospedaliera ormai è passata. E aggiunge: “Se dovesse esserci una proroga dello stato di emergenza sarebbe una decisione un po’ spinta”. In ogni caso, avverte, governo e media devono smetterla di enfatizzare i dati sul virus, altrimenti rischiamo di “pagarne le conseguenze per i prossimi 20 anni”.

L’allarme di Cassese: “Eccezione non può essere regola”

Tra i giuristi contrari alla proroga, il costituzionalista Sabino Cassese sul Corriere della Sera avverte che non esiste alcun fondamento per continuare con lo stato di emergenza e che “l’eccezione non può essere la regola”. “Manca il presupposto della proroga: non basta che vi sia il timore o la previsione di un evento calamitoso. Occorre che vi sia una condizione attuale di emergenza”, spiega. Inoltre il giudice emerito della Corte costituzionale lancia l’allarme sui pieni poteri a Conte, “non solo perché finora si sono già concentrati troppi poteri nella Presidenza del consiglio dei ministri, o perché in ogni sistema politico una confluenza eccessiva di funzioni in un organo è pericolosa, ma anche e principalmente perché l’accentramento crea colli di bottiglia e rallenta i processi di decisione“. Quello che è sotto gli occhi di tutti infatti è che i Dpcm con cui Conte ha preso decisioni senza passare per il Parlamento non sono stati così tempestivi o efficaci. Anzi.

Con la scusa del virus (che non c’è) Conte vuole blindare la maggioranza sempre più in bilico

L’opposizione è assolutamente contraria alla proroga. E se è vero che Conte chiederà il parere del Parlamento, il centrodestra voterà compatto contro l’estensione a oltranza di un possibile ritorno nel lockdown. E a sentire alcuni esponenti dell’opposizione anche tra le forze di maggioranza c’è chi è contrario a “regalare” a Conte altri mesi di pieni poteri. Insomma, si preannuncia una dura battaglia in Parlamento. In ogni caso appare chiaro che dietro la scusa del possibile ritorno del virus c’è la chiara volontà di Conte di blindare la sua poltrona e la maggioranza giallofucsia, sempre più traballanti. Infatti quello che preoccupa di più l’opposizione è che con una proroga dello stato di emergenza si possano addirittura rimandare le regionali del 20-21 settembre. Mossa con cui Conte prolungherebbe ancora la vita del suo governo, che in caso di voto e di sconfitta (molto probabile) in gran parte delle regioni avrebbe non poche difficoltà a restare in sella.

Adolfo Spezzaferro

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