Milano, 22 ott – La Magneti Marelli, azienda leader italiana nella componentistica automotive fondata nel 1919, è stata venduta da Fca ai giapponesi di Calsonic Kansei (controllata dal fondo Usa Kkr) per 6,2 miliardi di euro.
La vendita, garantisce il comunicato diffuso alle 7 di questa mattina, prima dell’apertura delle Borse (Piazza Affari sta premiando la vendita con Fca a +6,55%), non avrà impatti sui livelli occupazionali: i dipendenti sono 43.000 nel mondo di cui 9.981 in Italia. La sede centrale è a Corbetta, in provincia di Milano. Gli stabilimenti italiani sono in Piemonte, Campania ed Emilia Romagna.
L’operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2019 ed è soggetta ad approvazioni da parte delle autorità regolatorie.
Al termine dell’operazione, CK Holdings sarà rinominata come Magneti Marelli CK Holdings.
L’azienda combinata sarà guidata da Beda Bolzenius, attuale Ceo di Calsonic Kansei. Ermanno Ferrari, Ceo di Magneti Marelli, entrerà a far parte del board di Magneti Marelli CK Holdings.
Per il segretario generale Fim Cisl, Marco Bentivogli, la cessione rappresenta una “grande occasione di crescita” sulla quale comunque il sindacato vigilerà, in particolare per gli aspetti che riguardano lo sviluppo e la forza lavoro. L’operazione – afferma Bentivogli in una nota – “consente di crescere e raddoppiare l’economia di scala di Magneti Marelli fino a 15,2 miliardi di dollari. Per diversi anni, almeno cinque, manterrà la nuova società come fornitore e la sede a Corbetta, che resterà l’headquarter del Gruppo per l’Europa”. La nuova società – aggiunge – diventerà il settimo produttore mondiale di componentistica auto. “Solo il settore della plastica – precisa – sarà escluso dall’operazione per rientrare nel perimetro di Fca”.

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