Roma, 14 lug – E’ stato completato poco dopo le 8.30 di questa mattina il trasbordo dei 450 immigrati che da ieri erano su un barcone a largo di Linosa: 176 persone sono sul pattugliatore “Protector” inserito nel dispositivo Frontex, e altre 266 sul “Monte Sperone” della Guardia di finanza. Otto persone, tutte donne e bambini, sono invece state già trasportate a Lampedusa a bordo di motovedette della Guardia Costiera per motivi sanitari. Una donna è incinta.
Il barcone era partito ieri mattina dalle coste libiche di Zuara ed è entrato nella zona Sar (Search and rescue) italiana. Alle 22 di ieri sera si trovava a poche miglia da Lampedusa e da Linosa, poi i pescatori della zona lo hanno visto cambiare rotta e puntare verso la costa siciliana. Dopo un lungo braccio di ferro con Malta, che aveva preso in carico il coordinamento del soccorso senza però mandare navi e senza rendersi disponibile ad accogliere sull’isola i migranti, il governo italiano – stavolta compatto nello sbarrare i porti italiani – ha fatto intervenire il pattugliatore della Finanza e la Capitaneria per scortare il peschereccio.
A quanto pare, le imbarcazioni italiane non dovrebbero portare gli immigrati nei porti italiani, ma – come rivela il Corriere – faranno rotta verso le acque maltesi. Già ieri, infatti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini avrebbe confidato ai suoi collaboratori l’idea di mettere Malta davanti alle proprie responsabilità, garantendo ai disperati cure e assistenza, ma senza cedere. “Come promesso, io non mollo”, aveva scritto ieri il ministro su Facebook, “Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?”.
Tuttavia, soltanto nelle prossime ore sarà chiaro dove si dirigeranno le nostre navi. In ogni caso, stavolta a ribadire che i porti italiani sono chiusi alle Ong e al traffico di esseri umani non è stato solo Salvini, ma tutto il governo Conte. Segno che il precedente della Diciotti è servito a serrare i ranghi.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. per capire come siamo ridotti moralmente,basta vedere un naviglio del genere con le insegne della Guardia di Finanza;
    e pensare che dopo gli incrociatori tuttoponte (spacciati per “portaerei”) della MM pensavo si aver visto tutto davvero.
    a proposito; a quando uno studio statistico su quanto sono aumentati gli stipendi medi della Guardia Costiera e GdF (nell’ambito navale) grazie a codesta attività umamitaria ?
    non vorrei mai che importanti aumenti di stipendio grazie ad indennità di missione,bonus e straordinari,fossero pagati dai contribuenti italiani due-tre-dieci volte di più a causa dei risultati finali di queste operazioni.

Commenta